Animali

Un dinosauro eccezionale, da tutti i punti di vista

Arrivato per vie traverse alla scienza ufficiale, il dinosauro-cigno è un’incredibile scoperta nel mondo dei dominatori del Mesozoico.

Il mercato dei falsi fossili, in particolare di quelli provenienti da Cina e Mongolia, è fiorente e molto attivo. Per questo motivo, messi di fronte a un dinosauro dalla forma del tutto insolita (a dire poco), è successo che i paleontologi si siano espressi con molta cautela, salvo poi convincersi che si tratta di un ritrovamento vero, e per molti versi eccezionale.

Immaginatevi un animale simile a un uccello acquatico, come un'anatra, dal lungo collo ma con ali piccole che terminano con lunghe "dita"... Andrea Cau, uno degli autori del recente articolo scientifico che lo descrive (qui l'abstract, in inglese), non ha dubbi nel dichiarare che si tratta del ritrovamento «più straordinario sul quale ho mai svolto ricerche!».

La coda è lunga, come quella di altri dinosauri, e i piedi sono dotati di artigli impressionanti, non diversi da quelli del parente Velociraptor. Il becco è simile a quello di un’anatra o di un cigno.

La specie, vissuta 70-75 milioni di anni fa, è stata chiamata Halszkaraptor escuilliei: il nome del genere (il primo) è un omaggio a una studiosa polacca, Halszka Osmólska, mentre quello della specie è dedicato al commerciante di fossili François Escuillié, che ha acquisito i reperti in Francia, da un collezionista privato.

Alta tecnologia per il fossile. La straordinarietà della specie sta nella sua struttura, da cui è possibile ricavare anche alcuni particolari della vita di tutti i giorni dell'animale, che sono ancora più peculiari. Molti dei caratteri di questa specie sono stati ottenuti sottoponendo il fossile a un’analisi con un sincrotrone (alla European Synchrotron Radiation Facility di Grenoble, Francia), per scoprire quale fosse la struttura fine delle ossa e della roccia nel quale era inglobato, analisi che ha anche permesso di accertare l’autenticità del fossile.

Cau spiega che «il fossile è stato scansionato per ben 46 ore, a una risoluzione inferiore al millimetro, generando 6.000 GB di dati: da questi risulta che non c'è nessun segno di contraffazione nelle ossa e nella roccia che le incorpora».

A caccia di pesci. La Piccola Halszka, come la chiama Cau, è straordinaria per una serie di motivi, ma soprattutto perché è il primo dinosauro con adattamenti al nuoto combinati con i classici adattamenti alla corsa dei dinosauri predatori. Ha il muso tipico dei predatori acquatici, un numero molto alto di denti non-seghettati (come nei rettili acquatici), il collo allungato con articolazioni simili a quelle dei cigni e le ossa degli arti anteriori appiattite. Nel video qui sotto, l'elaborazione grafica in 3D dei dettagli del ritrovamento.

Il mosaico di caratteri implica che l'Halszkaraptor era adattato a uno stile di vita acquatico e a una dieta legata all'acqua. Infine, afferma Cau, «particolarmente inusuale, e mai osservato prima nei dinosauri non-aviani - quelli che non sono uccelli - l'Halszkaraptor sembra avere gli adattamenti necessari a nuotare usando anche le "braccia"». Sono quindi abitudini semiacquatiche, se non addirittura anfibie.

nuOVE FAMIGLIE CRESCONO. La struttura e il comportamento della specie ha indotto gli scopritori a proporre anche una sottofamiglia di dinosauri, le Halszkaraptorinae, all’interno della famiglia dei Dromaeosauridae, cui appartengono specie più note, come Velociraptor e Deinonychus. Alla sottofamiglia, oltre che la Piccola Halszka, appartengono altre due specie enigmatiche di dinosauri, dei generi Mahakala e Hulsanpes che non si sapeva dove collocare.

14 dicembre 2017 Marco Ferrari
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