Focus

Un cappello fatto di gocce

Prendete un insetto e immaginate sia reduce da un bagno di rugiada: è questo l'effetto che il fotografo israeliano Dimitriy Reinshtein ricrea, con successo, nel suo studio. Il risultato è impressionante: gli animali che usa come soggetti sembrano indossare cappelli di diversi modelli.

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Alcuni lavori richiedono più pazienza di altri. Per quello del 26enne israeliano Dmitriy Yoav Reinshtein, fotografo e copywriter, ne serve molta, insieme a una perfetta padronanza della tecnica delle macro. Reinshtein immagina che le gocce di rugiada che in natura si fermano, talvolta, sul capo degli insetti siano simili a buffi copricapi di varia foggia, capaci di ingentilire i lineamenti dell'animale.

Per questo ha imparato a ricreare lo stesso effetto nel proprio studio, con un metodo certosino che dà grandi risultati senza danneggiare in alcun modo i "modelli". Vi mostriamo i suoi migliori risultati.

All photos credit: Dimitriy Reinshtein, www.reinshtein.com

Nell'obiettivo di Reinshtein finiscono mosche, mantidi, libellule e anche alcuni aracnidi, come i ragni saltatori: il fotografo sistema sul loro capo (immaginiamo, con l'aiuto di un contagocce) una singola gocca d'acqua che poi asciuga, lasciando di nuovo libero l'animale.

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Quando il protagonista dello scatto è pronto, Reinshtein deve sbrigarsi a fotografarlo prima che l'acqua scivoli via. Per farlo, utilizza diverse fotocamere con obiettivi macro con focali di 90-100 mm.

Il fatto che gli insetti siano vivi, e arzilli, durante lo shooting rende il processo fotografico piuttosto lungo e impegnativo...

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Non tutti i tentativi riescono al primo colpo: questo ragno, per esempio, è rimasto senza cappello, ma è accerchiato da una serie di pozzanghere che può usare come specchi.

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Di giorno Reinshtein lavora in un'agenzia pubblicitaria, ma nel tempo libero si dedica a questa passione, attirando gli insetti vicino all'obiettivo per trasformarli in modelli (di solito per non farli allontanare dal set fotografico si usano piccole esche come sostanze zuccherine o briciole di pane).

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Il fotografo racconta di aver lavorato a lungo nella moda fotografando soprattutto gioielli. E in effetti le gocce d'acqua fotografate da questa distanza assumono le sembianze di perle, o di grandi lenti che conferiscono ai soggetti degli scatti un aspetto "mostruoso".

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Reinshtein ammette di utilizzare Photoshop in postproduzione, ma solo per correggere il contrasto e dare alle foto la giusta luminosità: le gocce sono invece reali e la tecnica eseguita a mano senza l'ausilio di fotoritocchi.

Alcuni lavori richiedono più pazienza di altri. Per quello del 26enne israeliano Dmitriy Yoav Reinshtein, fotografo e copywriter, ne serve molta, insieme a una perfetta padronanza della tecnica delle macro. Reinshtein immagina che le gocce di rugiada che in natura si fermano, talvolta, sul capo degli insetti siano simili a buffi copricapi di varia foggia, capaci di ingentilire i lineamenti dell'animale.

Per questo ha imparato a ricreare lo stesso effetto nel proprio studio, con un metodo certosino che dà grandi risultati senza danneggiare in alcun modo i "modelli". Vi mostriamo i suoi migliori risultati.

All photos credit: Dimitriy Reinshtein, www.reinshtein.com