L'ospite (in)desiderato: cornacchie e cuculi

Il cuculo è un parassita e per le sue uova approfitta dei nidi altrui, affamandone i piccoli. In un caso, però, è capace anche di difenderli.

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Un nido di cornacchia con intruso: il piccolo a macchie, in alto a destra, è un pulcino di cuculo dal ciuffo (© Daniela Canestrari). |

I cuculi sono uccelli parassiti: depongono le uova nei nidi di altri uccelli, e i loro pulcini rubano il cibo ai legittimi proprietari. Sono quindi, per gli uccelli, da combattere in tutti i modi, scacciando gli adulti dal proprio territorio o buttando fuori dal nido l’uovo abusivo (se l'ospite lo sa riconoscere). In un caso, però, sembra che il cuculo collabori alla sopravvivenza del nido che lo ospita. Il caso, studiato da Daniela Canestrari, una ricercatrice italiana trapiantata in Spagna, a Oviedo, pubblicato su Science (vedi), riguarda il cuculo dal ciuffo (Clamator glandarius) e la cornacchia nera (Corvus corone).

 

Con un piccolo aiuto dai miei nemici. I cuculi depongono le uova nei nidi delle cornacchie, ma queste non fanno niente per scacciare i clandestini o buttarne fuori le uova. Daniela Canestrari e i colleghi (svizzeri, spagnoli e italiani) hanno scoperto che i pulcini di cuculo, quando sono minacciati da mammiferi e rapaci carnivori espellono dall’ano una sostanza repellente verso i predatori. E in questo modo difendono anche i piccoli di cornacchia: il risultato è un buon numero di cornacchie che non diventano uno spuntino.

Questa collaborazione dà buoni frutti quando ci sono molti predatori in giro. Se invece le minacce sono poche, i pulcini di cornacchia non hanno nessun vantaggio nella difesa da parte dei piccoli cuculi, che agiscono solo da ospiti invadenti. L’intero sistema cuculi-cornacchie-predatori dimostra quindi come un rapporto tra specie animali può essere di parassitismo o di aiuto reciproco (tecnicamente definito mutualismo) a seconda delle condizioni ambientali.

 

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1 aprile 2014 | Marco Ferrari