Tutti gli animali del presidente (e non solo)

reu_rtxagsz_obamaeye_ga775166_01_bushafp_sawh990528622850_clinteye_ga711852_16_reaganeye_ga739709_12_kenngetty_50544714_johnsongetty_74267524_fordeye_ga_01407688.putineye_ga596199_05_mitterrandchico3go3Approfondimenti
reu_rtxagsz_obama

Dopo le primarie e le elezioni, un nuovo interrogativo tiene gli Stati Uniti (e il mondo) con il fiato sospeso: meticcio o di razza? Da quando Barack Obama, ha raccontanto che regalerà un "puppy" (un cucciolo) alle sue figlie, si è scatenato il toto-cane.
C’è chi dice che ne prenderà uno dal canile, chi vedrebbe bene un barbonicino, chi tifa per il pit bull. E qualcuno ha proposto al neoeletto (non ancora insediato) presidente un bel cane senza peli come questo, ideale per gli allergici. Ma niente incroci moderni. Questa razza originaria del Perù è, al contrario, molto antica. Addirittura precolombiana, pare che fosse già nota agli Inca.

Testi e ricerca fotografica Federica Ceccherini.

eye_ga775166_01_bush

Il cane di Obama non sarà certo il primo “first dog” della storia. Alla Casa Bianca infatti c’è una lunga tradizione di amici a quattro zampe.
In questa foto il presidente uscente George W. Bush (2001-08) ammonisce Barney. Il fox terrier dei Bush del resto è notoriamente “monello”. Recentemente dopo una conferenza stampa ha tentato di mordere un giornalista che voleva accarezzarlo. Mentre nel 2006 ha cercato di azzannare un tacchino che tradizionalmente viene graziato dal Presidente nel Giorno del Ringraziamento.

afp_sawh990528622850_clint

Questo bel micione bianco e nero non è stato il primo gatto presidenziale, me è certamente il più famoso.Theodore Roosvelt, Jimmy Carter e John Kennedy ne avevano uno. Ma Socks (in inglese "calzini"), il gatto di Bill Clinton (1993-2001), è stato il primo a diventare il “reginetto” della Casa Bianca. Quando arrivò nella dimora presidenziale nel 1993 non c’erano altri quattro zampe. Ma dopo qualche anno arrivò anche Buddy, un labrador, e Socks non mandò mai giù quell'affronto. Tanto da far dichiarare al suo proprietario «Sono riuscito a fare di più per la pace tra Isreale e Palestina di quanto sia riuscito a fare con Socks e Buddy».

eye_ga711852_16_reagan

“Se vuoi un amico a Washington fatti un cane”. Lo disse Harry Truman (1945-53) presidente dell’immediato secondo dopoguerra. Il cane, infatti, è ospite fisso della Casa Bianca fin dai tempi di George Washington - il primo presidente degli Stati Uniti - che ne aveva tre.
E spesso sono anche molto “viziati”: il cane di Warren Harding (1921-23), aveva un cameriere personale e una poltrona su cui si sedeva comodamente durante le riunioni ufficiali.
Nella foto, Ronald Reagan (1981-89) con la moglie mentre salutano il loro cane.

eye_ga739709_12_kenn

Anche John Fitzgerald Kennedy (1961-63) voleva che all’arrivo dell’elicottero presidenziale ci fossero i suoi numerosi cani ad accoglierlo. E spesso lo si vedeva giocare con Charlie, il suo preferito, nei giardini della Casa Bianca.
L’amato Welsh Terrier, inoltre ebbe l’onore di essere presente anche in uno dei momenti più difficili della sua presidenza. Durante la crisi del 1962 con l’Unione Sovietica – causata dallo spiegamento di missili sovietici a Cuba – si dice che facesse entrare spesso il cane nel suo ufficio per avere il suo sostegno durante le ore frenetiche in cui si rischiò una nuova guerra.
Dopo il fatto, in segno di “disgelo”, l’allora presidente sovietico Nikita Chruš??v regalò alla figlia di Kennedy una cagnetta meticcia, figlia di una delle prime cagnette andate sullo Sputnik.

getty_50544714_johnson

Su 43 presidenti (Obama sarà il 44°), solo 2 non possedevano nemmeno un pet. Tra gli amanti dei cani troviamo anche il presidente Lyndon Johnson (1963-69) aveva due beagle da senatore (chiamati Beagle e Little Beagle) e due durante la sua permanenza alla Casa Bianca, chiamati con non troppa fantasia Him (lui) e Her (Lei). Con cui spesso amava giocare e farsi fotografare. Ma aveva un “vizio” che non era visto di buon occhio dalle associazioni animaliste che lo accusarono di abusi sugli animali. Per scherzo sollevava il cane prendendolo per le orecchie.

getty_74267524_ford

Scene come questa alla Casa Bianca non sono certo mancate negli anni.
Non solo cani (e gatti) però sono passati di lì. Sono stati ospiti anche cavalli, asini, capre, canarini, tassi, pappagalli e criceti. Thomas Jefferson (1801-09) aveva due orsi e Calvin Coolidge (1923 -29) addirittura un ippopotamo. La palma d’oro va a Theodore Roosevelt (1901-09) però, che aveva otto cani, due gatti, un serpente, un macaco, un maiale, un topo e due porcellini d’India.
Anche John McCain si è sempre dichiarato grande amante degli animali e se avesse vinto avrebbe portato con sé 24 animali. Tra cui tartarughe, pesci, pappagalli, un gatto e quattro cani. Forse per questo secondo alcuni sondaggi fatti prima delle elezioni, gli amanti degli animali avrebbero dichiarato di preferire il candidato repubblicano a quello democratico.
Nella foto: il trentottesimo presidente degli Stati Uniti, Gerald Ford (1974-77), gioca con il suo cane.

eye_ga_01407688.putin

Questo è Koni, il cane che il presidente russo Vladimir Putin porta sempre con sé.
Non è stata risparmiata neppure la cancelliera tedesca Angela Merkel - qui durante un incontro ufficiale - che è terrorizzata dai cani, a causa di un incidente accaduto quando era bambina.
Ma le manie del presidente Putin non finiscono qui: vuole anche sapere sempre dov’è. Per questo gli ha fatto indossare un collare satellitare di ultima generazione.
Inoltre si dice che Putin abbia anche un altro amore "peloso". Tosya, un barbonicino bianco, con cui non si fa mai vedere in giro. Ma che, secondo fonti segrete, il presidente vizierebbe moltissimo portandolo tutti i mesi dal "teolettatore" per farlo acconciare al “modico” prezzo di 150 euro a volta.

eye_ga596199_05_mitterrand

Ancora un Labrador, ancora un presidente, questa volta francese, Francois Mitterrand, scomparso nel 1996. Baltique ha vissuto con lui all’Eliseo e Mitterand una volta ha dichiarato ironicamente che avrebbe voluto nominarlo addirittura membro del Consiglio economico e sociale francese. Tanta era la sua stima per il cane.
Al suo indimenticabile amico umano, Baltique qualche anno fa ha dedicato invece un libro di memorie. Nel quale vengono svelati segreti della vita politica e privata del presidente. In realtà si tratta solo di un escamotage per non rivelare il nome del vero autore. Uno stretto collaboratore dell’allora presidente.
Baltique è forse il più famoso ma dall’Eliseo sono passati anche altri cani: per esempio il cane di Valéry Giscard d'Estaing, inquilino del palazzo presidenziale negli anni ‘80

chico3go3

Cani e gatti non mancano nemmeno nelle case dei politici nostrani. Il più famoso è il labrador di Massimo D’Alema, Lulù per cui qualche anno fa ha addirittura abbandonato un incontro ufficiale. Lulù aveva appena partorito e l'ex presidente dei Ds non voleva perdersi la cucciolata.
Ma i pet, si sa, non sono né di destra né di sinistra. E almeno in questo campo vige la par condicio. Hanno un cane, tra gli altri Maurizio Gasparri, Francesco Rutelli, Rocco Buttiglione e Franco Marini.
Non mancano neppure gli amanti dei gatti. Oliviero Diliberto segretario nazionale del PdCI ha un soriano tigrato. Mentre Benedetto XVI, grande amante dei gatti, ha preferito lasciare in Baviera il suo gattone Chico (nella foto). Non sarebbe stato il primo in Vaticano, prima di lui c'è stato il gatto di Paolo VI.

Dopo le primarie e le elezioni, un nuovo interrogativo tiene gli Stati Uniti (e il mondo) con il fiato sospeso: meticcio o di razza? Da quando Barack Obama, ha raccontanto che regalerà un "puppy" (un cucciolo) alle sue figlie, si è scatenato il toto-cane.
C’è chi dice che ne prenderà uno dal canile, chi vedrebbe bene un barbonicino, chi tifa per il pit bull. E qualcuno ha proposto al neoeletto (non ancora insediato) presidente un bel cane senza peli come questo, ideale per gli allergici. Ma niente incroci moderni. Questa razza originaria del Perù è, al contrario, molto antica. Addirittura precolombiana, pare che fosse già nota agli Inca.

Testi e ricerca fotografica Federica Ceccherini.