Animali

Le api danzano... con i loro dialetti

La danza che le api utilizzano per dare indicazioni geografiche alle loro compagne di alveare non è uguale per tutte.

Le api danzano: questo lo sappiamo bene da anni, da quando abbiamo scoperto che il loro particolare volo "a otto" non è un vezzo ma un'indicazione geografica precisa che l'animale dà agli altri esemplari del suo alveare per indirizzarli in direzione di fiori, nettare, polline o acqua.

Negli anni Quaranta del secolo scorso, il premio Nobel Karl von Frisch avanzò un'ipotesi affascinante su questa danza: che non fosse uguale per tutte le api del mondo, ma che differenti specie potessero sviluppare ciascuna il proprio dialetto. Ora, grazie a uno studio congiunto delle università di Würzburg, in Germania, e del National Centre for Biological Sciences (NCBS) a Bangalore, in India, l'ipotesi di von Frisch è stata verificata sperimentalmente.

Muovi il bacino. La danza delle api è un rituale complesso, che culmina in quella che in inglese si chiama "waggle dance", il momento in cui l'ape dimena il bacino per indicare alle compagne i fiori o l'acqua. La direzione del bacino punta verso la risorsa, mentre la durata della danza aumenta con l'aumento della distanza – in altre parole, più la risorsa è lontana più la danza va avanti. Quello che hanno scoperto Patrick Kohl, primo autore dello studio, e i suoi colleghi, è che questo incremento non è uguale per tutte le api.

Le api dell'India. Kohl e colleghi hanno studiato tre diverse specie di ape (Apis cerana, Apis florea, Apis dorsata) che vivono nell'India meridionale e condividono l'areale, e hanno scoperto che, a parità di distanza dalla fonte indicata, ogni specie prolunga lo "waggle" per un periodo di tempo diverso: cerana si dimena molto più a lungo di florea, la quale a sua volta va avanti più a lungo di dorsata.

Questo significa che, a parità di accesso alle risorse nella stessa area, ogni specie comunica il concetto di "distanza dalla fonte di cibo" in maniera diversa e con tempi diversi. Gli stessi risultati, tra l'altro, sono stati poi corroborati da studi analoghi in Inghilterra, Botswana e Giappone, a dimostrazione che le api sviluppano dialetti diversi in tutto il mondo.

17 marzo 2020 Gabriele Ferrari
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