Animali

Tra delfini, l'amicizia si vede nel momento del bisogno

Le alleanze tra due diverse specie endemiche delle Bahamas hanno resistito al passaggio di due uragani. I drammatici eventi meteo le hanno addirittura cementate.

Sono i momenti avversi a mostrare di che stoffa sono fatti gli amici. Vale per l'uomo, ma anche per i delfini: almeno per due diverse popolazioni di cetacei che convivono, e spesso interagiscono, nelle acque delle Bahamas.

Amicizia decennale. I delfini tursiopi (Tursiops truncatus) e le stenelle maculate atlantiche (Stenella frontalis) sono due specie distinte, ma le loro interazioni nel mare dell'arcipelago sono note e studiate da 30 anni. Questi mammiferi marini giocano e cacciano assieme, formano alleanze contro gli sconosciuti e si danno una mano nella cura dei cuccioli.

Resistente ai cambiamenti. Ora uno studio sulle loro coalizioni dimostra che questo rapporto è riuscito a sopravvivere non ad uno, ma a due uragani. E che nei tragici momenti successivi alla tempesta, si è persino solidificato.

Nel 2004, due distinti uragani hanno colpito le Bahamas, uccidendo da 30 a 40 esemplari in entrambe le comunità. In pratica, è stato spazzato via il 30% di ogni popolazione, e in seguito ai disastri, una trentina di nuovi tursiopi sono migrati nell'area.

Facciamoci forza. È stato proprio in questo periodo di grandi stravolgimenti che i ricercatori del Pacific Mammal Research di Anacortes (Washington) e del Wild Dolphin Project di Jupiter, Florida, hanno osservato un più affiatato legame interspecie. Dopo i disastri naturali, le interazioni tra tursiopi e maculati si sono fatte ancora più strette e pacifiche.

Fine delle violenze. Gli aspetti più aggressivi del loro rapporto - per esempio, l'abitudine di alcuni tursiopi maschi di esercitare con violenza la loro dominanza sessuale sulle femmine di stenella - sono cessati. Come se i tursiopi contassero sull'antica alleanza per far fronte all'arrivo di esemplari della loro stessa specie, ma sconosciuti.

Tregua a tempo. Questo idillio è durato per cinque anni: tanto ci vuole affinché un ecosistema si riprenda da un evento meteo estremo. Queste osservazioni potrebbero aiutare a capire l'impatto di importanti stravolgimenti climatici - come El Niño o i disastri innescati dai cambiamenti climatici - impattano sulle comunità animali marine.

25 gennaio 2016 Elisabetta Intini
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