Torna a casa, aragosta

Liberata a chilometri da casa, l'aragosta usa il campo magnetico per tornare

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Torna a casa, aragosta
Liberata a chilometri da casa, l'aragosta usa il campo magnetico per tornare
Un'aragosta dello stesso genere, Panulirus, di quelle che hanno mostrato un'ottima capacità di navigazione.
Un'aragosta dello stesso genere, Panulirus, di quelle che hanno mostrato un'ottima capacità di navigazione.
L'aragosta americana riesce a ritornare nella sua scogliera, anche se è spostata di centinaia di chilometri; e questo senza alcuna traccia che possa aiutarla. Gli animali che possono “navigare” veramente, senza rintracciare la strada di casa grazie a caratteristiche del territorio già conosciute non sono moltissimi; o meglio, per pochi di essi è stata dimostrata con precisione questa capacità. Ora allo zoo dei navigatori magnetici si aggiunge anche il primo invertebrato, l'aragosta americana (Panulirus argus). Catturate nelle acque della Florida, alcune piccole aragoste sono state trasportate (in un contenitore sigillato) lontano almeno 12 chilometri lontano dal luogo di cattura. Qui sono state liberate in una gabbia che potesse controllare i loro movimenti: è stato accertato che quelle trasportate verso nord-est si dirigevano in direzione sud-ovest, proprio quella che avrebbero dovuto prendere per tornare alla loro scogliera.
Aragoste magnetiche. Per accertarsi che sia proprio il senso magnetico (e non indizi raccolti durante il viaggio) quello sfruttato dalle aragoste, alcune sono state poi ritrasportate lontano con la gabbia immersa in un campo magnetico artificiale. E anch'esse, senza por tempo in mezzo, una volta liberate si sono subito dirette nella direzione di casa.

(Notizia aggiornata al 5 gennaio 2003)

02 Gennaio 2003