Lo stress del padrone contagia anche il cane

I cani che vivono con padroni cronicamente stressati finiscono per "allineare" i propri livelli di cortisolo, e dunque di stress, su quelli del loro umano di riferimento.

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Se il padrone è tranquillo o stressato anche il cane lo sarà. | Shutterstock

Lo stress è contagioso e l'osmosi emozionale (cioè la "trasmissione di emozioni") positiva, ma anche negativa, fra individui della stessa specie è dimostrata da numerose ricerche: il topolino di campagna mostra elevati livelli di stress se il suo partner è stressato; studenti che hanno un insegnante in condizione di forte agitazione mostrano maggiori livelli di cortisolo, l'ormone dello stress; la stessa cosa succede tra mamme e figli. Passato il momento "caldo", la situazione torna alla normalità. Ma cosa accade se la condizione stressante permane e si cronicizza? E che cosa succede se a viverla sono un essere umano e il suo cane? È possibile che lo stress si trasferisca da una specie all'altra? La risposta è sì.

 

PIcchi di stress. Come ha dimostrato uno studio della Linköping University, in Svezia, tra un padrone cronicamente stressato e il proprio cane è facile che si verifichi quella che gli scienziati chiamano "sincronizzazione interspecifica", che innalza i livelli di cortisolo anche nell'animale. Lo stress benefico, o eustress, è una condizione che tutti sperimentiamo nella vita: quando dobbiamo sostenere un esame, prima di un avvenimento importante o durante una gara sportiva. La prova biochimica è data da un picco temporaneo nella saliva e nel sangue dei livelli di cortisolo , un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, che induce aumento della gittata cardiaca e che serve, in quel dato momento, a far fronte a una situazione anomala (risposte del tipo fight or flight, combatti o fuggi).

 

Se però gli eventi "stressanti" durano troppo, la situazione si cronicizza e un esame del capello - dove il cortisolo in eccesso si accumula - può metterlo in evidenza. Nello studio svedese sono stati esaminati 58 coppie uomo-cane che condividevano la vita quotidiana. Siccome i cani erano border collie e shetland sheepdog, due razze da lavoro, i ricercatori hanno prima escluso che ci fosse un legame fra l'attività normalmente richiesta loro e l'accumulo di cortisolo nel pelo.

 

Nulla di strano! Poi hanno suddiviso i padroni in tre categorie comportamentali: nevrotici, aperti e consapevoli e hanno valutato le concentrazioni di cortisolo nelle coppie. Indovinate un po'? I padroni più nevrotici avevano cani con livelli più alti di cortisolo. La sincronizzazione era influenzata anche dal sesso: a parità di altre condizioni, le cagnoline mostravano un maggiore livello di risposte emozionali. Lo stesso accade anche fra gli scimpanzé, i ratti e gli esseri umani. In quest'ultimo caso, ipotizzano i ricercatori, il motivo sarebbe legato al diverso ruolo sociale che le femmine rivestono rispetto ai maschi. Ma perché meravigliarsi di questa sincronizzazione emozionale? Dopo tutto uomo e cane, entrambe specie altamente sociali, vivono in stretta associazione da oltre 15 mila anni (se non di più...)!

 

24 agosto 2019 | Letizia Allevi