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La vera invasione negli USA è quella delle specie aliene nei parchi nazionali

Più di 300 specie aliene popolano, e devastano, gli oltre 400 parchi nazionali americani: un'invasione di cui nessuno si preoccupa.

Everglades National Park
Tramonto sulle Everglades, uno degli oltre 400 parchi nazionali americani. | Brian Lasenby/Shutterstock

Donald Trump ripete spesso che gli Stati Uniti stanno subendo "un'invasione" che bisogna bloccare prima che la situazione sfugga di mano. Come sappiamo si riferisce a esseri umani e non ad animali, e fa male: se la sua amministrazione desse un'occhiata ai parchi nazionali scoprirebbe che è nelle aree protette del Paese che si annidano i veri invasori. Lo sostiene uno studio durato tre anni e condotto da un panel di esperti di conservazione, che hanno monitorato gli oltre 400 parchi del territorio americano e hanno scoperto che sono abitati da più di 300 specie aliene, molte delle quali stanno causando danni enormi agli ecosistemi.

 

Piante sì, animali no. Il National Park Service (NPS), che si occupa della gestione delle aree protette, controlla 419 parchi che coprono più di 340.000 km quadrati, e da anni gestisce un programma di monitoraggio di specie vegetali invasive, l'Invasive Plant Program. Gli autori dello studio spiegano però che non esiste un equivalente per gli animali, e «con 419 parchi da controllare non ci si può aspettare che ciascuno abbia la sua squadra di biologi conservazionisti». Il risultato è che ci sono, in giro per gli Stati Uniti, 1.409 popolazioni di animali invasori, appartenenti a 331 specie diverse, delle quali solo il 23% sono monitorate e appena l'11% sono considerate "sotto controllo".

Trote e pitoni. Volete alcuni esempi? Il pitone birmano, uno dei serpenti più grossi del mondo, vive nel sud-est asiatico; e da qualche anno anche in Florida, dove è arrivato come animale domestico e dove alcuni esemplari si sono inselvatichiti dopo essere fuggiti da alcune abitazioni. Oggi ce ne sono decine di migliaia in tutto lo Stato, e sono la ragione principale per il calo dei mammiferi nel parco nazionale delle Everglades.

 

A Yellowstone, invece, una trota introdotta illegalmente negli anni Novanta ha quasi sterminato la locale trota golarossa, fonte di cibo per molte specie del parco. Secondo gli autori dello studio, l'unica soluzione possibile su larga scala è «istituire un programma di coordinamento tra tutti i parchi nazionali, sul modello dell'Invasive Plant Program».

 

3 gennaio 2020 | Gabriele Ferrari

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