Specie a rischio, ma non protette

Molte specie in via d'estinzione non hanno alcuna protezione nei parchi nazionali. Un'analisi della situazione.

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Specie a rischio, ma non protette
Molte specie in via d'estinzione non hanno alcuna protezione nei parchi nazionali. Un'analisi della situazione.

 

Il disboscamento è una delle minacce più grandi alla sopravvivenza delle specie in pericolo.
Il disboscamento è una delle minacce più grandi alla sopravvivenza delle specie in pericolo.

 

Dal congresso sui parchi nazionali organizzato a Durban, in Sud Africa, un grido di allarme non tanto sugli animali in via d'estinzione, quanto sulla loro mancata protezione. Ben 700 specie di animali (223 uccelli, 140 mammiferi e 346 anfibi) minacciate di estinzione non hanno alcun tipo di protezione in nessuna parte del loro areale; oltre a ciò, molte altre specie (943) vivono in zone così piccole che la loro protezione è effettivamente inefficace. Senza un'immediata espansione delle aree protette, gli scienziati si aspettano un'ondata di estinzione nei prossimi decenni. L'analisi è chiamata “global gap”, e fornisce un sommario di quanto le specie di tutto il mondo sono preservate nelle aree protette.
Valanghe di dati. Migliaia di studiosi e dozzine di istituzioni in giro per il mondo hanno fornito i dati su cui si basa questa analisi; basandosi sul loro lavoro, gli scienziati del Cabs (Center for applied biodiversity science, centro per la biodiversità applicata), hanno comparato una mappa di tutte le aree protette con quelle di oltre 11.000 specie. Hanno così potuto identificare zone dove le specie vivono senza alcuna protezione, e hanno analizzato i buchi più evidenti.
Le foreste tropicali e le isole si sono dimostrate le aree dove un'azione di conservazione è più immediatamente necessaria; oltre l'80 per cento delle aree che necessitano di protezione sono ai tropici, mentre le isole, che coprono solo il 4,5 per cento della superficie del pianeta, hanno il 45 per cento di specie analizzate.
Secondo Gustavo Fonseca, vice presidente esecutivo dei Conservation International, un'associazione statunitense che si occupa di studi sulla conservazione della natura: «L'analisi mostra chiaramente che ci sono molti “buchi” (­­gap, appunto) nella rete mondiale delle aree protette. Identificando però le priorità più urgenti, sarebbe possibile salvare la maggior parte delle specie in pericolo».

(Notizia aggiornata al 22 settembre 2003)

 

12 settembre 2003