Focus

Denti bestiali

C'è chi ne ha solo uno e che più di 60, chi li usa per intrappolare le prede e chi per eliminare i concorrenti. E anche chi se ne serve per camminare. Denti in mostra dal mondo degli animali (e non solo). 
Non perderti anche i più contagiosi sorrisile code degli animali

I canini di questa tigre (Panthera tigris) sono un'arma perfetta per afferrare le prede e soffocarle o spezzare loro la colonna vertebrale per ucciderle. Tutti i felini hanno questo ''apparato'' dentario, ma nessuno delle specie moderne supera per dimensione e potenza quello di altri felini ormai scomparsi, come le cosiddette "tigri dai denti a sciabola".
Fanno parte di questa gruppo numerose specie che abitavano l'Europa e il Nord America, e si nutrivano di grossi animali che squarciavano con i canini abnormemente cresciuti.

Il coccodrillo del Nilo (Crocodylus niloticus) è uno dei più diffusi e conosciuti rettili africani. Spesso è possibile ammirare la sua enorme chiostra di denti mentre si riposa sulle rive di un fiume, in attesa di entrare in acqua e assalire, quando meno se lo aspettano, gli erbivori che vanno ad abbeverarsi.
Nonostante la potenza del morso e il numero di denti, tutti i coccodrilli e gli alligatori utilizzano la dentatura solo per trattenere le prede e non per masticare. Inghiottono infatti il frutto della caccia quasi intero o a pezzi, quando altri coccodrilli cercano di strappare brani di carne al legittimo proprietario.

Nonostante la fama tutt'altro che buona, i pipistrelli non sono affatto animali assetati di sangue. Solo alcune specie del genere Desmodus, che abitano in Sud America, cioè i veri vampiri, si nutrono di poche gocce di sangue che leccano da ferite provocate su grossi erbivori. Per far uscire il sangue, utilizzano i due denti incisivi per tagliare la pelle delle prede.
I vampiri sono anche genitori straordinari e un perfetto esempio di collaborazione tra "parenti", perché se un individuo non riesce a nutrirsi per la notte, altri componenti del gruppo lo sfamano col sangue rigurgitato.

Unici tra i cetacei, i narvali (Monodon monoceros) sono dotati di due soli denti, uno dei quali, il sinistro, cresce nei maschi fino ad uscire dal cranio e prolungarsi in una struttura straordinaria, una zanna lunga fino a 3 metri. Non si conosce con precisione la sua funzione, ma sembra che possa essere utile come simbolo di potenza e, nel caso di "sfida", anche come arma di combattimento. In una piccolissima percentuale di maschi le zanne sono due, così come pochissime femmine hanno anch'esse una zanna visibile.
La zanna ha una struttura a spirale antioraria, e ha ispirato nel Medioevo la leggenda dell'unicorno, un cavallo bianco dotato di corno in fronte.

La dentatura dell'orso bruno (Ursus arctos) è una delle più versatili del regno animale. Grazie anche alla sua agilità, alla potenza e alla delicatezza di gesti, l'orso bruno è in grado di nutrirsi di una grandissima varietà di alimenti, dai semi alle bacche all'erba ai piccoli mammiferi, fino a riuscire ad abbattere grossi erbivori come alci e cervi. I denti potentissimi riescono a strappare brani di carne come a masticare i duri steli delle erbe artiche, quando è necessario.
Gli orsi bruni abitano le foreste temperate di tutto il mondo, dall'Alaska al Canada, dal nord Europa alla Siberia.

Questo pesce degli abissi (Idiacanthus fasciola) vive in tutti gli oceani, dalle fredde acque del nord alle coste del Portogallo a quelle dell'India. Nonostante l'aspetto terribile, questa specie è lunga pochi centimetri, e si nutre di altri pesci che riesce ad afferrare con i lunghi e appuntiti denti.
I due sessi hanno un aspetto completamente differente: le femmine raggiungono i 40 centimetri, mentri i maschi non superano i 5 centimetri di lunghezza. Inoltre i maschi non hanno denti, non hanno apparato digerente e la loro unica funzione sembra quella di agire come riproduttori. Non è ancora del tutto chiaro perché molti pesci abissali abbiano i denti così appuntiti.

Le zanne, cioè i denti canini superiori modificati, sono una delle caratteristiche più appariscenti dell'elefante africano (Loxodonta africana). Questi denti sono fondamentali nella vita degli elefanti, perché hanno un gran numero di utilizzi. Possono per esempio servire a scavare buche in terra alla ricerca dell'acqua, abbattere gli alberi, reggere i pesi e soprattutto a combattere. Sono purtroppo anche una iattura, perché l'avorio di cui sono costituiti attira bracconieri e commercianti giapponesi e cinesi senza scrupoli.

Questo labride, che prende il nome di "pesce zannuto blu", vive nelle acque dell'Australia settentrionale e occidentale. Raggiunge la lunghezza di sessanta centimetri, e utilizza i denti anteriori, potenti e appuntiti, per spezzare la conchiglia dei molluschi di cui si ciba. Abita in particolare le aree sabbiose e ricche di detriti nei pressi delle barriere coralline, anche se a volte penetra anche nelle zone più basse.

Il nome latino di questo grosso pinnipede, il tricheco, è Odobenus rosmarus, che significa "che cammina con i denti". In effetti di denti di questo animale artico sono usati per trascinarsi sulla neve, lottare, scavare buche nel ghiaccio, ma i maschi li utilizzano soprattuto per imporre il proprio status agli altri membri del branco. In ogni gruppo, il maschio adulto con i canini più grandi è il dominante.
Le lotte a colpi di denti, specie tra individui con zanne di dimensioni uguali, sono particolarmente frequenti tra i maschi nella stagione degli accoppiamenti.

Gli ippopotami sono tra i più noti animali africani. Vivono ovunque ci siano consistenti raccolte d'acqua, di cui hanno bisogno per proteggersi dai raggi del sole. Di notte escono dagli stagni e si dirigono verso i luoghi dove brucano l'erba. I grossi canini non servono per nutrirsi, ma per le lotte tra maschi che scoppiano soprattutto nel periodo dell'accoppiamento. I combattimenti, che consistono di attacchi a bocca aperta, possono essere a volte fatali per uno dei due contendenti. Si dice anche che i denti servano agli ippopotami per difendere i propri piccoli dall'attacco dei coccodrilli, e che questi pericolosi rettili siano stati a volte spezzati in due da un morso.

Non sono veri e propri denti quelli di questa pianta carnivora americana, la Dionea muscipula, ma espansioni delle foglie trasformate in trappole per trattenere le prede, nella maggior parte dei casi piccoli insetti o altri artropodi, che servono come fonte di azoto. Le piante carnivore crescono in terreni poveri di sostanze nutritive e devono affidarsi alle loro capacità "predatorie". Quando una mosca o un altro insetto si posa sulla foglia, attirato dal colore, le due parti della trappola scattano in brevissimo tempo e i "denti" si stringono per impedirgli di uscire. Nel giro di qualche minuto la trappola è chiusa totalmente, e i succhi emessi dalla foglia digeriscono la preda.

I canini di questa tigre (Panthera tigris) sono un'arma perfetta per afferrare le prede e soffocarle o spezzare loro la colonna vertebrale per ucciderle. Tutti i felini hanno questo ''apparato'' dentario, ma nessuno delle specie moderne supera per dimensione e potenza quello di altri felini ormai scomparsi, come le cosiddette "tigri dai denti a sciabola".
Fanno parte di questa gruppo numerose specie che abitavano l'Europa e il Nord America, e si nutrivano di grossi animali che squarciavano con i canini abnormemente cresciuti.