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Sonni bestiali

Pur con tempi e modi differenti, tutti gli esseri viventi dormono, dagli organismi unicellulari a quelli più evoluti. Ma perché si dorme? Vi rispondiamo con una sequenza di immagini straordinarie in cui vi accompagniamo in punta di piedi, per non svegliare chi riposa…

Chi più chi meno, tutti hanno bisogno di dormire. Le specie carnivore dormono più di tutte, mentre quelle che pascolano rimangono sveglie più a lungo. Comunque tutti gli animali provvisti di sistema nervoso centralizzato hanno un'alternanza di periodi di veglia e sonno: a cosa serve e da cosa sono determinate le differenze? Scorrete le foto per scoprirlo.

Il sonno degli scimpanzé (Pan troglodytes) è simile al nostro: l'uomo adulto dorme in media 8 ore con una fase Rem (quella dei sogni) di 1,9 ore. Lo scimpanzé dorme sugli alberi per circa 13,7 ore, con una fase Rem di 1,4. L'animale che ci assomiglia maggiormente è il maiale: riposa lo stesso numero di ore, con il medesimo ritmo e tempo di sogno dell'uomo.

La privazione del sonno può causare gravi disturbi, fino addirittura alla morte: è vero però che non tutti hanno bisogno dello stesso quantitativo di ore di riposo. A qualcuno bastano 3-4 per notte, a qualcun altro ne occorrono almeno 8. Ma a cosa serve dormire?
Secondo alcune teorie è un modo per riposare la mente, secondo altre per rallentare il metabolismo e ridurre il fabbisogno alimentare. Per altre ancora, dormire consente al cervello di selezionare gli eventi della giornata. Al contrario c'è chi ritiene che dormire serva a liberare la mente da ricordi inutili. Comunque sia, questo fotografo non ricorderà nulla del suo straordinario incontro.

Il bradipo (Choloepus didactylus) passa gran parte del giorno dormendo a dondoloni, rimanendo aggrappato al ramo con le sue unghie molto arcuate: ma non è l'unico animale che non cade pur dormendo appeso.
I grandi pipistrelli tropicali mangiatori di frutta (le volpi volanti) assumono la stessa posizione. I koala dormono appoggiati alle biforcazioni dei rami, le raganelle sono letteralmente incollate alle foglie grazie ai dischi adesivi presenti sulle punte delle loro dita.
Gli uccelli non cadono perché le loro zampe si stringono automaticamente attorno al ramo su cui sono appollaiate.

Chi non ha mai sentito il proprio cane o il proprio gatto ronfare beato sulla poltrona? Ebbene sì, anche i mammiferi russano come noi: tra questi, in particolare, elefanti, gorilla, scimmie, maiali e rinoceronti, ma anche foche e leoni marini. Il meccanismo è lo stesso che si verifica negli uomini: la vibrazione del palato molle a bocca aperta produce il tipico ronfo.
Nella foto, il sonno profondo di un cucciolo di gorilla.

L'uomo condivide con cani, gatti, topi, scimmie e molti altri mammiferi e uccelli le fasi Rem del sonno, cioè i periodi di sonno leggero in cui si sogna, caratterizzati da movimenti oculari e da un'attività cerebrale simile a quella della veglia. E durante il letargo? Quel lungo sonno è senza sogni.
Nella foto, una femmina di scoiattolo rosso del Nord America (Tamiasciurus hudsonicus) trova la sua nidiata nel mondo dei sogni.

Una sostiene tutto il corpo, l'altra rimane ritratta sotto l'ala. Ecco come dorme un fenicottero (Phoenicopterus sp.). Gli arti sono molto resistenti e sorreggono il peso del corpo senza troppo sforzo: le ossa degli uccelli d'altronde sono in gran parte cave e l'insieme è poco pesante.
Ma come fanno a mantenere l'equilibrio? Il mantenimento della posizione è agevolato da un organo dell'equilibrio eccezionalmente sviluppato nei volatili a causa della necessità continua di orientarsi in volo.

È quel che fanno i pesci il cui periodo di riposo non è causato dalla chiusura delle palpebre quanto piuttosto dall'immobilità. I pesci non hanno neppure un periodo del giorno dedicato: fanno brevi sonnellini sia di giorno che di notte.
Alcune specie poi svolgono frenetici preparativi prima di addormentarsi. I labridi (o tordi) si nascondono sotto la sabbia, mentre lo scaro (o pesce pappagallo) si avviluppa in un bozzolo di muco.
A pelo d'acqua, con un'alga come amaca, riposa questo cucciolo di lontra marina (Enhydra lutris).

I cavalli in realtà non dormono solo in piedi: per alcune ore del giorno riesco ad appisolarsi anche sdraiati di lato o seduti: questa posizione però non può essere mantenuta a lungo, poiché la pesante massa dei visceri comprime il diaframma causando difficoltà respiratorie. Così i cavalli si sono adattati a dormire in piedi, sempre pronti a un'eventuale fuga.
D'altronde il loro sonno in questo caso non è profondo e hanno speciali legamenti che bloccano in posizione le articolazioni. Per ridurre lo sforzo poi si alternano gli arti anteriori a quelli posteriori.

Starsene al calduccio quando le temperature si fanno più rigide è una strategia di sopravvivenza adottata da molti animali: la durata e la profondità del sonno invernale (ibernazione) dipendono dal luogo in cui l'animale vive. I porcospini dell'Europa nord occidentale dormono fino a 6 mesi consecutivi. Alcuni animali come il ghiro non si svegliano mai anche se disturbati.
Mamma orsa in letargo è interrotta da un evento straordinario: il parto. Per i primi 2-3 mesi il cucciolo succhia il latte della madre addormentata che al risveglio sarà dimagrita del 40 per cento.

La vita del koala è scandita da alcuni punti fermi, per esempio gli alberi di eucalipto da cui scende solo occasionalmente (per cambiare albero o favorire la digestione). La sua giornata è caratterizzata da lunghi pranzi che avvengono di notte: impiega circa 4 ore per cibarsi di circa 500 grammi di foglie, poi per il resto del tempo (anche 20 ore al giorno) sonnecchia, incuneato saldamento nella biforcazione di qualche ramo.
Le zampe corte hanno unghioni affilati con cui si attacca alla corteccia dei rami. Il primo e il secondo dito delle zampe anteriori sono opponibili agli altri tre: questo consente una presa a tenaglia che non perde durante il sonno ma neanche se viene colpito a morte.

Se il koala e il bradipo vi sembrano dei dormiglioni, sappiate che sono in buona compagnia. Anche il pipistrello infatti dorme per la maggior parte del giorno (20 ore) per poi andare a caccia all'imbrunire. Alcune specie usano lo stesso rifugio (in genere grotte) per anni e si riuniscono in gruppi di migliaia di individui. Nella foto, un pipistrello della frutta (Carollia brevicauda).

Un altro animale che non si sgancia facilmente dal suo appiglio è il pitone arboricolo verde (Morelia viridis), diffuso in Nuova Guinea ed estremo nord dell'Australia, che rimane drappeggiato attorno a un ramo grazie alla coda prensile. La posizione è ideale sia per riposare che per cacciare: mettendo la testa a penzoloni è sempre pronto infatti ad attaccare la preda.
Poiché non producono calore all'interno del corpo, i rettili dipendono dall'ambiente esterno: così vanno in letargo sia che le temperature si abbassino sotto il livello per loro ottimale (30-40 °C), sia che si alzino troppo (estivazione).

Anche il panda minore, o panda rosso (Ailurus fulgens), usa i rami come letto. Eccolo mentre se la ronfa in una foresta dell'Asia (meridionale e sud orientale) dove vive.
Si riposa dopo le scorribande notturne, visto che è un animale prevalentemente attivo di notte. È inoltre un solitario, anche se quando arriva la stagione degli amori forma delle coppie che poi danno vita alla prole, che rimane con la femmina fino a due anni di età.

E dopo il sonno un bel sbadiglio. Ma perché sbadigliamo? Oltre a un segno di stanchezza, lo sbadiglio è una risposta autonoma dell'organismo che si accorge di avere bisogno di maggiore quantità di ossigeno e quindi cerca, con una respirazione particolarmente intensa e forzata, di compensare il deficit facendo allargare gli alveoli polmonari.
Grazie al maggiore afflusso di ossigeno nel sangue, e da qui al cervello, l'organismo cerca di reagire a uno stato di torpore e di riacquistare una condizione di vigilanza.
Il risveglio del criceto dorato (Mesocricetus auratus) nella sua tana.

Chi più chi meno, tutti hanno bisogno di dormire. Le specie carnivore dormono più di tutte, mentre quelle che pascolano rimangono sveglie più a lungo. Comunque tutti gli animali provvisti di sistema nervoso centralizzato hanno un'alternanza di periodi di veglia e sonno: a cosa serve e da cosa sono determinate le differenze? Scorrete le foto per scoprirlo.

Il sonno degli scimpanzé (Pan troglodytes) è simile al nostro: l'uomo adulto dorme in media 8 ore con una fase Rem (quella dei sogni) di 1,9 ore. Lo scimpanzé dorme sugli alberi per circa 13,7 ore, con una fase Rem di 1,4. L'animale che ci assomiglia maggiormente è il maiale: riposa lo stesso numero di ore, con il medesimo ritmo e tempo di sogno dell'uomo.