Le femmine delle manguste non sanno distinguere i loro figli dagli altri piccoli: per non sbagliare, trattano tutti i cuccioli allo stesso modo.

Uno dei problemi della nostra società è che il destino di un individuo dipende molto dal contesto in cui viene al mondo: c'è chi ha fin dalla nascita tutto il necessario per godersi la vita e che invece non ha nulla. Vale per noi umani, ma anche per tutti gli animali sociali: un cucciolo nato da una madre denutrita, per esempio, avrà a sua volta meno cibo a disposizione, e quindi meno energie per la crescita.

La mangusta striata (Mungos mungo), una specie di mangusta nativa del Sud Africa con una società complessa e ben organizzata, ha risolto il problema dei cuccioli svantaggiati già alla nascita in un modo molto semplice: grazie... all'ignoranza. Lo spiega un nuovo studio pubblicato su Nature Communications.

D'accordo, "ignoranza" è un termine che ha un'accezione negativa, mentre la soluzione inventata dalle manguste è geniale e promuove una parità sociale decisamente progressista.

La simulazione. Per scoprirla, il team dell'università di Roehampton ha dovuto simulare una situazione di disparità all'interno di un branco di manguste, per scoprire come avrebbero reagito le madri. I gruppi studiati, in realtà, erano sette; in ciascuno di questi le femmine sono state divise in due categorie: nella prima stavano gli esemplari lasciati liberi di procurarsi il loro cibo, mentre alle femmine della seconda è stato fornito un supplemento proteico (sotto forma di tuorli d'uovo).

In questo modo, metà delle femmine si sono ritrovate con un grosso vantaggio sulle altre: più energie da spendere per l'allattamento. La stessa cosa può succedere in natura, ovviamente, e il rischio è quello che alcuni cuccioli del branco "rimangano indietro" rispetto ai fratelli meglio nutriti. Come fanno quindi le manguste a risolvere questo dilemma sociale?

La soluzione si chiama nascita sincronizzata: in ogni branco di manguste, le femmine partoriscono a gruppi di cinque per volta, in piena notte. È una strategia prima di tutto difensiva: in questo modo i maschi fanno meno fatica a proteggere l'intera nidiata rispetto a quanto farebbero se i cuccioli nascessero uno per volta a distanza di giorni o settimane.

L'altro vantaggio. La nascita sincronizzata ha però anche un altro vantaggio, e cioè le femmine non sanno esattamente quali siano i loro cuccioli: il risultato è che, quando devono allattare, offrono il loro latte a tutta la nidiata, senza fare preferenze. E infatti al termine dell'esperimento i cuccioli nati da madri "pompate" con le proteine pesavano tanto quanto quelli nati da madri "normali": non sapere se stai dando da mangiare a tuo figlio o a quello della vicina ti porta a essere più equa nella distribuzione delle risorse.

Peccato solo che noi umani non pratichiamo la nascita sincronizzata: l'allevamento diffuso e la redistribuzione dei beni potrebbero essere una valida soluzione di welfare…

22 luglio 2021 Gabriele Ferrari
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