Animali

I fischi dei delfini? Si riconoscono con (una specie di) Shazam

Il codice Parsons, un algoritmo utilizzato per identificare i brani musicali, si è dimostrato utile per distinguere i fischi firma dei delfini tursiopi.

Lo stesso algoritmo che risolve i nostri dubbi amletici in fatto di canzoni è servito a un gruppo di biologi marini per riconoscere i fischi dei delfini: lo strumento potrebbe dare importanti contributi nella comprensione del linguaggio di questi cetacei.

I delfini tursiopi vantano ciascuno un fischio specifico, che utilizzano per riconoscersi: una sorta di "firma" vocale che ogni esemplare sviluppa in giovane età, utile a farsi riconoscere dagli altri. Sembra che questi mammiferi mostrino una particolare predilezione per i fischi dei familiari e che chiamarsi per "nome" con suoni specifici aiuti a mantenere la coesione nel gruppo.

Per analizzare i loro versi ed associarli a un esemplare specifico, è stato usato fino ad ora lo spettrografo, uno strumento che analizza lo spettro di frequenze caratteristico di un suono. Sebbene efficace, il metodo richiede molto tempo e abbondanza di dati; è inoltre soggetto all'errore umano.

Uno studio pubblicato oggi sulla rivista scientifica Plos One descrive un nuovo metodo di identificazione dei fischi basato sul codice Parsons, un algoritmo usato in molti sistemi di riconoscimento melodico digitali, che invece che concentrarsi sulle precise variazioni di frequenza, registra il momento preciso nel tempo in cui i toni si fanno più acuti, più gravi o rimangono gli stessi. Una specie di Shazam ante litteram sfruttato ancora oggi in alcuni software online e ideato nel 1975 dal musicista Denys Parsons.

I ricercatori hanno esaminato con questo metodo 400 fischi firma di 20 diversi delfini. L'algoritmo è riuscito ad assegnare i fischi ai rispettivi animali, aiutando gli scienziati a riconoscere i versi in maniera veloce ed efficiente.

«Il codice Parsons si concentra solo sulla variazione di frequenza importante ai fini del riconoscimento, e scarta le informazioni non utili» spiega Arik Kershenbaum del National Institute for Mathematical and Biological Synthesis, tra gli autori dello studio. «Riuscire a identificare i dati nascosti nei fischi firma è importante per studiare come il comportamento sociale dei delfini influenzi lo sviluppo di queste chiamate apprese in giovane età».

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23 ottobre 2013 Elisabetta Intini
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