Animali

I serpenti a sonagli modulano il loro suono per ingannarci

L'uso del sonaglio da parte dei serpenti a sonagli è raffinato: intensità e frequenza del suono sono modulabili, per tenere a distanza potenziali minacce.

La strategia difensiva dei serpenti a sonagli è una delle più note dell'intero regno animale: sulla punta della coda hanno un organo specializzato (il crepitacolo, o sonaglio se preferite un termine più diffuso) che produce rumore, e serve ad avvertire le altre specie, umani compresi, della sua presenza; trattandosi di animali dal morso velenoso, il sonaglio è un modo per dire "state alla larga perché sono pericoloso".

La conferma. Mentre era in visita a un laboratorio di ricerca che si occupa proprio di serpenti a sonagli, il professor Boris Chagnaud della Karl-Franzens-University di Graz, in Austria, ha però notato che questo rumore non è stabile, ma aumenta di intensità e frequenza quando un umano si avvicina, e diminuisce quando si allontana. Una serie di esperimenti ha poi confermato che questa modulazione fa parte della strategia difensiva dell'animale, come si legge nello studio pubblicato su Current Biology.

Video: il tipico suono di un serpente a sonagli. Per saperne di più sull'esperimento che ha permesso di comprendere questo comportamento del crotalo, leggi Focus 348.
Video: il tipico suono di un serpente a sonagli. Per saperne di più sull'esperimento che ha permesso di comprendere questo comportamento del crotalo, leggi Focus 348. © Focus

Il primo passo per comprendere appieno la strategia dei serpenti a sonagli è stato verificare l'ipotesi che modulino la frequenza del loro "rantolo" in base alla distanza da altri animali. Il team ha quindi costruito un esperimento nel quale una sagoma umana (fatta di cartone) veniva avvicinata e allontanata dalla gabbia di alcuni crotali adamantini (Crotalus atrox, uno dei serpenti a sonagli più diffusi del Nord America), e ha potuto constatare che più la sagoma si avvicinava più gli animali facevano vibrare la coda rapidamente, aumentando la frequenza da 40 Hz a una compresa tra i 60 e i 100 Hz.

Dimensioni e velocità. Ulteriori test hanno dimostrato che il cambio di frequenza non è legato solo alla dimensione dell'oggetto in avvicinamento, ma anche alla sua velocità; e Chagnaud fa notare che in natura i serpenti a sonagli usano anche altri stimoli (vibrazioni e infrarossi) per individuare altri animali. Quello che conta, comunque, è che i serpenti a sonagli scuotono la coda più velocemente man mano che una potenziale minaccia si avvicina.

Chagnaud ha deciso a questo punto di testare l'effetto sugli altri animali di questo cambio di frequenza, e ha quindi coinvolto una serie di soggetti umani in un esperimento di realtà virtuale nel quale la persona si trova in mezzo a un prato di montagna, e viene istruita ad avvicinarsi a un serpente a sonagli (virtuale) - il quale a sua volta è programmato per modulare la sua vibrazione come avviene in natura.

Salti di frequenza. I risultati di questo secondo esperimento hanno dimostrato che l'improvviso balzo di frequenza ha un effetto molto deciso su noi esseri umani: quello di farci credere che il serpente sia più vicino di quanto sia davvero.

E non di poco: ai partecipanti all'esperimento è stato chiesto di indicare quando secondo loro il serpente a sonagli nascosto nell'erba si trovava a un metro di distanza, e quando l'hanno fatto hanno scoperto che in realtà si trovava a quattro metri di distanza. Questo inganno permette al serpente a sonagli di avere una sorta di "cuscinetto" di sicurezza tra sé e la potenziale minaccia: se si tratta di un predatore, agirà come se si trovasse a un metro da lui, lasciandogli quindi tre metri di vantaggio per fuggire.

26 ottobre 2021 Gabriele Ferrari
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