Risolto il paradosso di Darwin

I coralli assorbono i nutrienti dall'acqua dell'oceano, anche se ce ne sono pochissimi. Come fanno?

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Risolto il paradosso di Darwin
I coralli assorbono i nutrienti dall'acqua dell'oceano, anche se ce ne sono pochissimi. Come fanno?

 

Alcuni Parapriacanthus sp. e Pseudanthias sp. si nutrono nelle correnti su un corallo coperto di crinoidi, nelle acque di Papua Nuova Guinea.
Alcuni Parapriacanthus sp. e Pseudanthias sp. si nutrono nelle correnti su un corallo coperto di crinoidi, nelle acque di Papua Nuova Guinea.

 

Gli atolli corallini sono tra gli ecosistemi più produttivi della Terra; eppure vivono e crescono in un mare quasi privo di nutrimento. È il cosiddetto paradosso di Darwin, proposto due secoli fa dal grande naturalista inglese. Alcuni ricercatori australiani e statunitensi pensano di aver capito perché le barriere coralline sono così ricche di specie. La soluzione sta nella superficie dei coralli, che è estremamente ruvida. In questo modo intorno ai coralli non si forma uno strato immobile di acqua, presente su tutti i corpi immersi nel mare, che li isola dal resto dell'oceano. Colpiti dalle onde, infatti, i coralli riescono a spezzare questo straterello, a venire in contatto con le acque e ad assorbire i pochi nutrienti presenti nelle acque dell'oceano.
Il sistema funziona meglio quanto più le barriere coralline sono colpite dalle onde forti, e quindi quanto più turbolenta è l'acqua intorno ai coralli. I ricercatori hanno anche scoperto che i coralli possono ottenere un po' di nutrimento dalle rocce su cui crescono, e che questi prodigiosi costruttori sono anche ottimi riciclatori, perché nel complesso ecosistema della barriera corallina i prodotti di rifiuto di una specie sono il nutrimento per un'altra.

(Notizia aggiornata al 28 settembre 2002)

 

26 settembre 2002