Risolto il mistero del "calzino viola" di mare

Un'enigmatica (e bruttina) creatura acquatica dai toni pastello, osservata per la prima volta 60 fa, ha finalmente trovato una famiglia di appartenenza. E la cosa ci riguarda alla lontana.

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Uno Xenoturbella churro in tutto il suo splendore. | scrippsocean, Flickr

Niente occhi, né pinne, ne sistema nervoso; nessuno apparato digerente complesso, neanche un ano. Difficile riuscire a classificare un animale marino con così pochi elementi a disposizione: così l'identità di questa creatura violacea dal corpo allungato, osservata per la prima volta nel 1949 nelle fredde acque al largo della Svezia, è rimasta a lungo un mistero.

 

Una calza in fondo al mare. Qualcuno l'ha definito un mollusco; altri un verme piatto del phylum dei Platyhelminthes (lo stesso delle tenie). Altri ancora hanno parlato di una creatura del phylum degli echinodermi (quella di ricci, cetrioli di mare e stelle marine). Un accordo non si trovava, così il bizzarro vermone marino ha mantenuto, per decenni, il poco accademico appellativo di purple sock, cioè calzino viola.

 

Uno di noi. Ora la scoperta di 4 nuove specie di Xenoturbella (questo il nome scientifico dell'animale) ha permesso di capire qualcosa di più sulla sua famiglia d'origine. Secondo le analisi del DNA, pubblicate su Nature, si tratta di un invertebrato marino del ramo dei Bilateria, cioè animali il cui corpo è dotato di simmetria bilaterale rispetto a un'immaginaria linea centrale: la stessa specularità di cui godono molti animali, uomo incluso, diversa dalla struttura di creature come meduse o anemoni, che hanno una simmetria radiale. Appartengono ai Bilateria anche insetti, molluschi, anellidi e tutte le specie più note. I Bilateria, a differenza delle altre specie, hanno così un "capo" e una "coda" e si spostano in un una direzione precisa.

 

Una raffigurazione artistica degli Xenoturbella monstrosa, tra le quattro nuove specie analizzate. | scrippsocean, Flickr

Lì da tempo. Le ormai cinque specie note di Xenoturbella si collocano quindi alla base di un antichissimo albero genealogico che nel tempo ha dato origine alla maggior parte degli esseri viventi, marini e non solo. Si tratta di creature dalla struttura molto semplice e non - come qualcuno aveva ipotizzato - di animali un tempo complessi che sono andati via via semplificandosi. Con una struttura così semplice non si capisce neppure come riescano a inghiottire le (eventuali) prede.

 

Anche al caldo. I quattro esemplari sono stati trovati da un team della Scripps Institution of Oceanography dell'università della California di San Diego, del Western Australian Museum, e del Monterey Bay Aquarium Research Institute nelle acque di Messico e California, accanto a sorgenti idrotermali e carcasse di balena, e fino a 3.700 metri di profondità.

 

Che cosa mangiano? Misurano dai 2,5 ai 20 cm e sono state ribattezzate con nomi scientifici ugualmente curiosi: uno di questi, lo Xenoturbella churro, prende il nome dalla tipica frittella allungata della cucina latino americana.

 

Non è dato sapere di che cosa si nutrano: ma il sospetto è che le passate analisi genetiche dell'esemplare svedese, che avevano identificato l'animale come un mollusco, abbiano intercettato il DNA del pasto del "calzino", e non il genoma del calzino stesso. Anche se alcuni ritengono che questi geni siano un "avanzo" di quando le larve di Xenoturbella erano parassiti di molluschi.

 

8 febbraio 2016 | Elisabetta Intini