Rinoceronte da salotto

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Un rinoceronte al Parco Nazionale di Nairobi, in Kenya|© Marko Djurica/Reuters
Arriva come un fulmine a ciel sereno proprio oggi, nel giorno in cui gli Stati Uniti celebrano il Save the Rhino Day, la notizia che per la prima volta dopo trent'anni un cacciatore statunitense ha ottenuto il permesso di importare negli Stati Uniti il trofeo di un rinoceronte nero cacciato e ucciso in Namibia nel 2009.
Il permesso, seppur concesso in deroga al Endangered Species Act, un provvedimento legislativo varato nel 1988 dal Governo federale statunitense che vieta l'importazione sul territorio degli Stati Uniti di trofei di specie protette, ha messo in allarme le associazioni animaliste che da anni si battono per la salvaguardia e la sopravvivenza stessa di questo pachiderma corazzato.
Eppure, secondo l'associazione statunitense Conservation Force che tutela le specie animali protette, la caccia controllata sarebbe indispensabile per la tutela delle specie a rischio di estinzione per gli ingenti capitali che il suo esercizio assicura. Il cacciatore in questione, infatti, per il suo trofeo che adesso potrà appendere alla parete del salotto ha sborsato ben 215mila dollari, dei quali 175mila verranno destinati al Governo della Namibia proprio per finanziare i programmi di conservazione del rinoceronte.
Di parere contrario sono invece i governi di Costa Rica, Zambia e Botswana che recentemente hanno deciso di seguire le decennali orme del Kenya vietando sui loro territori la caccia sportiva (leggi qui).

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01 Maggio 2013 | Rebecca Mantovani