Animali

L'ultimo, abbondante pasto dell'ittiosauro

Il fossile di un grande rettile di oltre 200 milioni di anni fa è stato rinvenuto dentro i resti fossili di un altro rettile, un ittiosauro, di poco più grande: una straordinaria istantanea dal passato.

Nel sud-ovest della Cina alcuni paleontologi hanno rinvenuto il fossile di un ittiosauro, un rettile marino preistorico le cui forme possono ricordare un delfino, con al suo interno un talattosauro, altro rettile estinto, del Triassico (250-200 milioni di anni fa circa), di poco più piccolo dell'animale che lo aveva ingoiato. La scoperta ha dell'incredibile: il fossile di talattosauro, con i suoi quattro metri di lunghezza, è uno dei più lunghi mai trovati dentro un rettile marino preistorico. Il ritrovamento, descritto in dettaglio su iScience, è la prova che i rettili marini del Triassico erano dei superpredatori.

L'apparenza inganna. Normalmente gli studiosi, per capire di che cosa si cibassero gli animali di cui analizzano i fossili, ne studiano la forma della mandibola e il tipo di dentatura. Finora si riteneva che i superpredatori preistorici fossero dotati di denti grandi e aguzzi con i quali azzannare e strappare le carni delle prede.

Alcune specie moderne, come i coccodrilli, si comportano però in modo diverso: pur cacciando prede di grandi dimensioni, non le fanno a pezzi con denti aguzzi, ma per dilaniarne la carne si affidano alla forza del morso e a violenti movimenti di rotazione dell'intero corpo che strappano ossa e tessuti della vittima. Con tutta probabilità gli ittiosauri si comportavano allo stesso modo, e nonostante i denti arrotondati e (apparentemente) inoffensivi, pare che i loro pasti non fossero solo a base di molluschi e tartarughe.

Non una carogna. Benché non vi siano certezze, i ricercatori ritengono che la preda sia stata uccisa dall'ittiosauro, che non l'avrebbe quindi trovata già morta. Questo perché, se il corpo del talattosauro fosse già stato in decomposizione prima di venire mangiato, gli arti si sarebbero disintegrati e staccati prima della coda. Questi sono invece stati ritrovati ancora parzialmente attaccati al corpo, e la coda lontana diversi metri. Tutto ciò fa quindi pensare a un'ultima, cruenta lotta, in cui l'ittiosauro avrebbe avuto la meglio - anche se per poco tempo: «Il talattosauro non è stato consumato dagli acidi gastrici del suo predatore», spiega Ryosuke Motani, uno degli autori della ricerca, «perciò l'ittiosauro dev'essere morto poco dopo il suo ultimo pasto».

8 settembre 2020 Chiara Guzzonato
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