Ragni da paura

Quanti occhi hanno? Quanto possono essere grandi? Esistono quelli con la coda? (sì, esistono).
Se soffrite di aracnofobia non guardate questo slideshow: foto, curiosità e pericoli dei ragni... sono in agguato.

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Sulla vista degli animali vi abbiamo detto tutto in uno speciale, corredato da multimedia in cui ci siamo messi nei loro panni e in cui vi abbiamo sfidato a riconoscere l’animale dal suo occhio.
Così, giocando, abbiamo scoperto che i ragni in genere hanno 8 organuli fotorecettori proprio degli invertebrati, gli ocelli, che hanno una struttura più semplice di quella dell’occhio. Incapaci di percepire i colori, gli ocelli sono molto sensibili alle differenze di intensità della luce. Per il resto i ragni si servono del loro sistema di setole che ricoprendo tutto il loro corpo permettono di "sentire" il mondo esterno.

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Ragnetto in fila indiana di nembokid1949 (Roberto Burchi)
Nel mio giardino, su una foglia di salvia, ho trovato un bel ragnetto. Mi stava tanto simpatico che ho voluto "clonarlo" ed ecco il risultato.

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Nel mondo dei ragni le sorprese sono quotidiane, ma questo aracnide è straordinario: Caerostris darwini vive infatti in Madagascar, e con la sua seta fortissima è in grado di costruire tele che possono tranquillamente superare un piccolo fiume e catturare tutto ciò che vi si imbatte. Una ragnatela era larga quasi 25 metri, e aveva almeno 30 insetti intrappolati. La seta è forte almeno il doppio di quelle prodotte da altri ragni, e sembra essere 10 volte più volte più forte di un filo di Kevlar delle stesse dimensioni.

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Poveri ragni tanta fatica per costruire la tela (qui al microscopio gli organi - detti fusuli - attraverso cui passa il "filo"). E poi basta un colpo di vento per vedersela distruggere.
Ma questi membri della famiglia degli Araneidae non si danno quasi mai per vinti. Anzi. Quando la ragnatela è inutilizzabile, molti di loro la riciclano. O meglio la mangiano. La tela è, infatti, composta da alcune sostanze altamente proteiche utili per la produzione di nuova seta da "tessere".
Ragni da centrotavola (guarda)
Tela arcobaleno

[E. I.]

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A qualche amante degli arredi di una volta potrebbe sembrare un curioso centrotavola di pizzo ricamato. E invece no, quello che vedete qui è la tela di un ragno. Per l’esattezza un esemplare di ragno tigre (Argiope savignyi), fotografato in Costa Rica, in mezzo alla sua complessa tela.
Ma perché questi ragni non fabbricano tele semplici come i loro cugini nostrani? Ancora non si sa e gli scienziati fanno solo delle ipotesi. Una recente spiegazione vuole che gli Argiope "decorino" le loro ragnatele per "esercitare" le ghiandole produttrici di seta aciniforme, un materiale molto resistente che serve anche per immobilizzare le prede. Secondo uno studio del 2007 invece sarebbero usati come trappole per gli insetti. I malcapitati pensano di trovarsi di fronte ad abbeveratoi - l'acqua piovana infatti si raccoglie nei "ricami" - inconsapevoli di essere finiti invece nella tela del ragno.
[A. P.]

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Immaginate di essere un’ape. Di individuare questo bel fiore e di “leccarvi i baffi” all’idea del nettare disponibile. Ma all'improvviso una brutta sorpresa: un ragno granchio è lì in agguato che aspetta ben mimetizzato tra i petali pronto a mangiarvi. E non mollerà la presa visto che siete una delle sue prede preferite e le sue zampe anteriori, alle quali deve il nome, sono davvero poderose. La vera forza di questo aracnide (Misumena vatia), però - che vive in America del nord e in Europa e che è stato scelto nel 2006 come ragno dell’anno dalla European Society of Arachnology - sta nel fatto di poter diventare giallo o bianco in base al fiore sul quale si posiziona. Questa capacità è tutta femminile; solo le femmine di questa specie, infatti, trasferendo nella cuticola un liquido pigmentato, nel giro di qualche giorno possono diventare da bianche a gialle. Per cui, occhio ai fiori di questi due colori, potrebbero nascondere il temibile ragno predatore!
Scopri anche come vedono gli animali.

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I variopinti ragni saltatori (Portia fimbriata), cruccio di ogni aracnofobico (aracnofobia è la paura dei ragni) che si rispetti, sono degli abilissimi predatori. La ragione del loro nome piuttosto inquietante è presto detta: assicurati a un filo di seta, compiono balzi incredibili per afferrare gli insetti in volo, per poi atterrare nuovamente sulla tela. Le sfortunate prede non hanno molte possibilità di sfuggire al loro destino: questi ragni sono dotati di una vista a 360°, garantita da due occhi frontali e sei laterali molto piccoli. Ma come si suol dire: prima il dovere, poi il piacere: tra una caccia e l’altra, questi aracnidi trovano anche il tempo di cimentarsi in sensuali danze di corteggiamento.

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Meglio la carezza di una ragazza o il passo felpato di una tarantola pelosa?
Zhao Jing, 26 anni preferisce il "ragnetto", con il quale divide un appartamento in affitto a Wuhan, in Cina. Gli altri occupanti sono scorpioni, boa, iguane e lucertole. E la proprietaria della casa non pare molto contenta tanto che qualche tempo fa ha tentato, invano, di farsi restituire le chiavi. A salvare Zhao e i suoi "coinquilini" dallo sfratto alcuni vicini che dicono di essersi ormai affezionati agli insoliti animali. 
Guarda anche il massaggio con i serpenti e il collier di scorpioni

[E. I.]

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Quando si è particolarmente piccoli anche il più lieve dei contrattempi può trasformarsi in una minaccia. Prendete questa formica: la poverina è rimasta intrappolata all'interno di una goccia d'acqua perfettamente sferica, che si è subito trasformata in trappola. La scena è stata fotografata dal fotografo australiano Adam Gormley intento a ritrarre alcuni ragni nel giardino del suo vicino con una fotocamera specializzata. Una pioggia improvvisa ha bagnato l'insetto convincendo Gormley a cambiare soggetto.
Le formiche possono vivere praticamente in ogni habitat terrestre, incluse spiagge, deserti e tubi abbandonati. Alcune specie possono sopravvivere sott'acqua anche 14 giorni, piombando in uno stato di torpore in cui il bisogno di ossigeno diminuisce di 20 volte rispetto alle normali necessità di un esemplare sveglio.
Guarda come si organizzano le formiche per sopravvivere alle inondazioni (video)

[E. I.]

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La tela del ragno bagnata dalla rugiada mattutina si colora delle sfumature dell'arcobaleno. Nel caso della foto però si tratta di un'iride del tutto particolare, visto che è la stessa seta della trama a produrlo.
Il ragno infatti tesse una fibra formata da molecole lunghe che vengono stirate e arrotolate, in modo da rendere la "struttura" forte, ma elastica. Queste molecole in modo misterioso diffrangono la luce del sole in una miriade di colori.
La diffrazione è un fenomeno per cui per cui le onde elettromagnetiche (come la luce) e acustiche, incontrando un ostacolo le cui dimensioni siano equiparabili alla loro lunghezza d'onda, non si propagano in linea retta.
Foto: © Gary Palmer

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Il ragno dalla schiena rossa (Latrodectus hasselti) gira indisturbato nelle aeree urbane dell'Australia, ma è soprattutto l'incontro con la femmina a dover essere temuto visto che è solo il suo morso a essere pericoloso. Lo stesso maschio pur desiderando l'incontro con la femmina deve stare molto attento nel proporsi visto che lei può scambiarlo per una preda e mangiarselo.
D'altronde anche l'accoppiamento tra i due non è privo di rischi per il maschio che nella maggior parte dei casi non vi sopravvive: la compagna, infatti (la più grande, nella foto), durante l'amplesso digerisce lo stomaco del maschio spruzzandogli sopra i suoi succhi gastrici.

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Aracnofobia? Suvvia, il ragno d’acqua europeo (Argironeta acquatica) non supera il centimetro e mezzo di lunghezza e non farebbe male a una mosca. La maggior parte del tempo lo trascorre infatti in acqua, dove caccia piccoli pesci e girini di cui nutrirsi.
La trappola in cui vengono attirati è una campana che l’insetto crea con una tela, che attacca alla vegetazione sommersa e che riempie d’aria. Rimane così, in questa bolla d’aria, tenendo le zampe a penzoloni per percepire il passaggio della preda.
Questa speciale tenda diventa anche il rifugio in cui passa l’inverno.

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L'incontro tra la preda e il predatore offre in questa micrografia al microscopio elettronico nuovi punti di vista. Un ragno (Araneus diadematus) si accinge a ingoiare la mosca catturata nella sua tela: i denti aguzzi (in rosso, nella foto) trattengono l'insetto e lo paralizzano con la sostanza velenosa emessa, che non ha però quest'unico scopo. Il veleno infatti provocherà la liquefazione dell'insetto stesso, permettendo al ragno di sorbirsi letteralmente la preda. L'ingrandimento permette inoltre di notare gli otto occhi del ragno e le sue zampe coperte di aculei e setole. A volte i ragni possono essere pericolosi anche per l'uomo: in questi casi interviene addirittura la legge…

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«Se si fa il confronto con un hamburger, si può dire che ognuno ha il suo gusto particolare, ma mangiare troppi hamburger è noioso». Così racconta chi li ha provati.
Per trovare bancarelle che al posto di gustosi panini offrono tarantole fritte, basta andare per esempio al mercato di Skun, in Cambogia.
Con la cottura si distrugge il veleno mortale di questi ragni che si possono gustare senza timore di esserne intossicati. L’unica preoccupazione per i commercianti di ragni del posto è la progressiva diminuzione della “materia prima” a causa della distruzione del loro habitat naturale.

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Un ragno gigante ha seminato il panico per le strade di Liverpool la scorsa settimana. Non stiamo parlando di un pericoloso esemplare esotico, ma di un insetto meccanico alto più di 15 metri e pesante 37 tonnellate protagonista di una performance di teatro di strada organizzata per le vie della città, capitale europea della cultura per il 2008.
Questo mostro di acciaio e legno di pioppo è stato prima portato su una torre del centro e poi fatto scendere a terra, dove ha iniziato a camminare, tra gli sguardi sbalorditi dei passanti.
Ormai l’insettone è una celebrità e le sue foto hanno fatto il giro del mondo: un bel successo per la ditta francese che l’ha realizzato impiegando più di un anno di lavoro.

Arte da pazzi: la mostra di Focus.it (slideshow)

[E. I.]

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Se non rabbrividite all'idea di tenerne una in mano, potete sempre usarla come "termometro": la tarantola come tutti gli animali ectotermi - o a sangue freddo - usa l'ambiente esterno per regolare la propria temperatura corporea. Ecco perché il ragno e il suo "padrone", visti attraverso un termogramma, hanno colori così diversi.
La tarantola sta adeguando il suo corpo all'alta temperatura esterna (il fucsia indica le temperature più elevate, intorno ai 45 gradi °C, mentre il blu scuro quelle più fredde, intorno ai 25 gradi). Il termogramma mostra le variazioni di temperatura della superficie di un oggetto: è una specie di mappa ottenuta tramite la termografia, una tecnica di acquisizione di immagini nel campo dell'infrarosso.
Ragni da paura: uno slideshow sconsigliato agli aracnofobici

[E. I.]

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Non datele della cornuta. Se la natura l'ha dotata di un bel paio di "protuberanze" non è certo per farne lo zimbello della foresta.
Ma per dare a questa femmina di ragno - lunga una decina di millimetri - un aspetto più temibile contro eventuali predatori. Una specie di assicurazione sulla vita.
Sembra comunque che nascere "appuntiti" sia una catteristica comune a tutta la sua famiglia, quella dei Gasteracantha. Un clan allargato di aracnidi, dotati di corna o anche di variopinte corazze decorate da spine di ogni forma e dimensione.
Quindi se vi dovesse mai capitare di trovarvi un giorno in una selva del Sud Est Asiatico, dove vivono, fate attenzione a dove mettete le mani.

Le corna più buffe del mondo animale (guarda)
Perché il marito tradito è detto “cornuto”?

[E. I.]

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Non è una specie nuova alla scienza, ma la femmina di Micrathena cyanospina è probabilmente uno dei ragni più eleganti al mondo: si tratta di un ragno spinoso di grosse dimensioni caratterizzato dalla presenza di due lunghissime spine blu metallescenti.

Sulla vista degli animali vi abbiamo detto tutto in uno speciale, corredato da multimedia in cui ci siamo messi nei loro panni e in cui vi abbiamo sfidato a riconoscere l’animale dal suo occhio.
Così, giocando, abbiamo scoperto che i ragni in genere hanno 8 organuli fotorecettori proprio degli invertebrati, gli ocelli, che hanno una struttura più semplice di quella dell’occhio. Incapaci di percepire i colori, gli ocelli sono molto sensibili alle differenze di intensità della luce. Per il resto i ragni si servono del loro sistema di setole che ricoprendo tutto il loro corpo permettono di "sentire" il mondo esterno.