Quella bestia di mio figlio

Nel mondo animale i legami familiare possono essere fortissimi... ma quando è ora il cucciolo deve prendere la sua strada. Per un po', però, gode di una protezione esclusiva e amorevole...
Guarda anche le più belle foto di cuccioli e le foto di amicizia tra uomo e animali.

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Scene di vita familiare nel mondo animale: gli animali sanno essere genitori premurosi, ma intransigenti...

Il modo migliore per non perdere di vista il proprio cucciolo? Le femmine di lemure (Lemur catta) l'hanno scoperto: fanno in modo che il loro piccolo si attacchi saldamente alla loro schiena... Nel caso in cui si allontanino, scattano le cure delle femmine esperte del gruppo. Chiamato "adoratore del sole", perché ama crogiolarsi sotto i raggi del sole, il lemure vive in branchi nelle foreste del Madagascar: la coda sgargiante gli serve per non perdersi di vista nel fitto della foresta.

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La posizione supina in acqua è usata spesso dalla lontra marina (Enhydra lutris): per mangiare, ma anche per schiacciare un pisolino (avvolta nelle alghe di Kelp). È anche il modo in cui le femmine trasportano i piccoli, ancora poco esperti. La lontra marina è uno dei pochi mammiferi a sapere usare uno strumento: la si vede armeggiare con piccole pietre per rompere i gusci di ricci di mare, delle cui uova è ghiotta. La sua pelliccia è la più fitta tra tutti i mammiferi: si contano ben 100.000 peli per centimetro quadrato! La pelliccia è d'altronde l'unico mezzo per difendersi nelle acque gelide dell'oceano visto che l'animale non è dotato di uno strato di grasso isolante.

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Il babbuino (Papio anubis) vive nella savana africana in famiglie numerose con regole sociali molto complesse. La posizione di ogni membro della società è determinata da quella della madre ed è difficile la scalata a posizioni di potere più prestigiose. Uno degli aspetti più interessanti della vita di questo babbuino è il rapporto di amicizia che si crea tra alcuni membri del gruppo che passano molto tempo assieme, mangiando, riposando, spulciandosi e accoppiandosi. Un modo per la femmina di essere sempre protetta dalla presenza di un maschio che, a sua volta, aumenta le sue chance di accoppiamento.

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L'orso bruno (Ursus arctos), che vive negli Stati Uniti nord-occidentali (fino all'Alaska), non ha vita sociale. L'unico motivo per cui maschi e femmine sono costretti a frequentarsi è l'accoppiamento, in seguito al quale il maschio si disinteressa completamente della propria prole e ne diventa addirittura possibile predatore. Quando si aggira alla ricerca di cibo può arrivare a minacciare i piccoli che la madre, contrapponendo una strenua difesa, riesce spesso a proteggere. L'unico legame sociale saldo è dunque quello tra madre e figlio, che dura almeno per 3-4 anni.

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Il bonobo (Pan paniscus) è un mammifero così simile all'uomo da condividerne il 98 per cento del patrimonio genetico. Per risolvere le controversie sociali questa scimmia ha scelto un'unica strategia: il sesso. Ogni membro del gruppo può avere infatti relazioni sessuali con altri senza alcuna restrizione. I segreti del mestiere di madre, che si esercita per almeno i primi tre anni di vita dei piccoli, si tramandano di madre in figlia o si apprendono dalle sorelle maggiori.

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Riconosciute per le lunghe serenate che i maschi intonano a favore delle femmine nella stagione riproduttiva, le megattere (Megaptera novaeangliae) sono una delle poche specie di mammiferi in cui la femmina è più possente del maschio dal punto di vista fisico. Quest'ultimo poi non fa nessun investimento nella cure parentali ed è solo la madre ad occuparsi del nuovo nato. Il piccolo impara da subito a nuotarle costantemente sopra il corpo: il nuoto della madre produce infatti un movimento vorticoso dell'acqua che trascina il nuoto del piccolo.

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La pecora delle Montagne Rocciose (Ovis dalli), che abita proprio la catena montuosa americana, vive in branchi di maschi e di femmine che rimangono però pressoché separati. Mentre le femmine sono occupate nella cura dei piccoli, i maschi passano il tempo in furiose lotte per la supremazia, tanto che il rumore dello scontro delle loro corna rimbalza per chilometri. La madre si occupa del piccolo per mesi senza lasciarlo mai solo, fino a che non è ritenuto capace di affrontare le impervie pendenze autonomamente: un fitto cuscino di peli sotto le zampe lo aiuta a non perdere aderenza.

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Il lupo (Canis lupus) è considerato il più evoluto dei predatori. Ha una vita sociale complessa e vive in branchi composti da numerosi membri. Tra questi però, solo i maschi e le femmine alfa (vale a dire, dominanti del branco) si riproducono. Quando i cuccioli sono stati svezzati dalla madre e diventati abbastanza grandi vengono addestrati dal padre e dagli altri parenti, tramite il gioco, alla caccia e al rispetto delle gerarchie sociali all'interno del gruppo.

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Il leone (Panthera leo) è l'unico felino che ha una vita sociale complessa e che vive in branchi strutturati composti da due o tre maschi (in genere fratelli), una decina di femmine coi rispettivi cuccioli e giovani figli. Ad essere costanti all'interno del gruppo sono proprio le femmine, mentre i maschi vi permangono fin tanto che raggiungono l'età adulta. A quel punto, questi si allontanano alla ricerca di un nuovo gruppo dove si stabiliscono finché riescono a mantenere la supremazia.

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A vederlo, così bello e paffuto, non si potrebbe immaginare che un cucciolo di koala (Phascolarctos cinereus) appena nato non sia altro che un esserino di mezzo grammo, lungo appena un paio di centimetri, completamente senza pelo e cieco. In queste condizioni il nuovo nato deve raggiungere dopo il parto il marsupio della madre per attaccarsi ad uno dei due capezzoli. Dopo 6-7 mesi il piccolo passa dal latte ad una pappa di foglie di eucalipto premasticate dalla madre: con questa dieta la crescita è più rapida e il giovane koala comincia a guardarsi attorno, anche se per un po' la schiena della madre rimane ancora il punto di osservazione preferito.

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La società dei gorilla di montagna (Gorilla gorilla beringei) si fonda sugli harem che i maschi alfa costruiscono attorno a sé. Questa strategia serve ad aumentare la progenie del maschio: una sola femmina nel corso della vita (40 anni) può dare alla luce dai 2 ai 6 cuccioli. Moltiplicando il numero delle femmine (in genere 3 o 4), il gorilla maschio si garantisce una discendenza più numerosa. Se il maschio non si allontana dal gruppo per i primi 11 anni di vita, la giovane femmina lo lascia attorno agli 8 anni di età per unirsi ad un maschio solitario e dare vita ad un nuovo gruppo, diventandone la femmina più importante.

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Il canguro rosso (Macropus rufus) vive nel deserto australiano ed è uno dei pochi mammiferi che ha saputo adattarsi alle difficili condizioni di vita dell'habitat desertico. La femmina, proprio valutando le condizioni esterne, è in grado di bloccare lo sviluppo dell'embrione nel suo utero attendendo congiunture più positive. Il cucciolo che nasce dopo appena 33 giorni di gestazione è davvero piccolo: coi suoi due centimetri e mezzo di lunghezza riesce comunque a risalire il ventre della madre e, attaccandosi al pelo, a raggiungere la sacca del marsupio dove inizierà a nutrirsi attraverso il capezzolo.

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Gli orsi polari (Ursus maritimus) che popolano i ghiacciai artici, nelle aree più a nord del continente americano ed eurasiatico, sono animali sostanzialmente solitari. Le uniche eccezioni si presentano in due fasi della vita dell'orso, quella dell'accoppiamento, durante il quale maschio e femmina passano insieme i tre giorni di estro della femmina, e quella dell'allevamento dei piccoli. In questo caso è la femmina ad occuparsi da sola alla cura della coppia di orsetti nati tra novembre e gennaio, durante il letargo invernale. La madre non abbandona i cuccioli per i successivi 2-3 anni di, pronta anche ad attaccare un orso maschio che eventualmente li minacci.

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Se il maschio di cigno reale (Cygnus olor) ha la fama di compagno fedele (con le dovute eccezioni…), non si dimentichi il ruolo attivo che esercita nella cura della prole. Collabora attivamente nella costruzione del nido. Segue l'incubazione delle uova, covandole in alternanza con la femmina o rimanendo a guardia del nido. All'inizio della schiusa poi accompagna in acqua i primi nati, mentre la femmina continua a covare le uova non ancora pronte. I pulcini non si staccano dai genitori e il loro mezzo di trasporto preferito è proprio il loro dorso. Con la nuova stagione degli amori però mamma e papà allontanano i piccoli dal nido e si preoccupano di altre faccende...

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Se, quando pensate alla lentezza, vi viene in mente una tartaruga, allora non avete mai visto un bradipo (Bradypus variegatus) "in azione". Per percorrere un chilometro e mezzo nella foresta impiega all'incirca un mese. Se la velocità non è il suo forte, si difende contro i predatori mimetizzandosi grazie alla pelliccia che si colora di verde a causa di particolari alghe. I bradipi sono animali solitari: se il padre non si occupa della prole, la madre, dopo aver seguito e nutrito i piccoli, avergli trasmesso le sue abitudini alimentari e impartito i rudimenti per la sopravvivenza, semplicemente sparisce nella foresta, lasciando il piccolo al suo destino.

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L'alligatore americano (Alligator mississippiensis) è uno tra i pochi rettili a mostrare cure parentali evolute. Dopo l'accoppiamento, la femmina depone le uova in un nido di foglie marcescenti preparato con cura e aspetta un paio di mesi che le uova si schiudano, allertata proprio dai primi versi dei piccoli che richiamano la sua attenzione. Mamma-coccodrillo accompagna i piccoli, ad uno ad uno, allo stagno e provvederà a proteggerli e a tenerli sotto la sua tutela. I giovani alligatori rimangono nell'area in cui sono nati e dove godono della protezione della madre per almeno un paio d'anni, dopo di che si muovono intorno in cerca di cibo o accompagnati da altri adulti.

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È 3 mila volte più minuta della madre, ma si farà. Questa minuscola tartaruga delle Galapagos (Geochelone nigra) ospite del Taronga Western Plains Zoo nel New South Wales, Australia, pesa appena 87 grammi e appare un "puntino" accanto alla zampa della mamma, un bestione di 256 chili. Per raggiungere la stazza materna, la piccola impiegherà circa 30 anni, e a lungo gli etologi non scopriranno se si tratti di un maschio o di una femmina (tanto che le è stato momentaneamente dato il nome unisex di NJ). Le tartarughe delle Galapagos sono tra i vertebrati più longevi e possono vivere per oltre cent'anni.
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