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Quanto dura la gravidanza nei mammiferi?

Altro che i nove mesi di gravidanza perché nasca un cucciolo d'uomo. Quella degli elefanti dura quasi due anni e quella del topo meno di tre settimane. Ecco le differenze più curiose che riguardano la gravidanza nei mammiferi.

Quanto dura la gestazione nei mammiferi?
| Shutterstock

Nausee, aumento di peso, piedi gonfi: alle mamme homo sapiens, spesso, nove mesi di gravidanza sembrano troppo lunghi da sopportare. Consoliamoci pensando alla gestazione di altri mammiferi come l'elefantessa: dura quasi due anni. C'è anche da dire, però, che alla coniglia va molto meglio: le basta circa un mese.

 

Pochi giorni. La durata della gravidanza nei mammiferi varia molto: dipende dalla specie, ma anche dai fattori climatici e ambientali. In genere, ai Marsupiali bastano pochi giorni, ai Roditori e ai Carnivori sono necessarie alcune settimane, mentre agli Ungulati molti mesi: per esempio circa 11 alle cavalle e 15 alle giraffe.

 

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Conta molto la dimensione della specie: il capodoglio, il più grande animale vivente (misura fino a 18 metri) ha infatti una gestazione record di 535 giorni. Lo seguono, per esempio, il gorilla con 257, l'orso grizzly con 215, la tigre e il leone con 110 e il leopardo con 90.

 

CANI, GATTI E CONIGLI. E gli animali domestici? Chi ha un cagna o una gatta, lo sa: la prima partorisce dopo circa 61 giorni, mentre la seconda dopo 64. Tra gli altri, la gestazione più lunga è quella dell'asina che dura circa un anno; seguono la giumenta (340 giorni) e la vacca (290), la pecora e la capra (150), la scrofa (120). Ultima, la coniglia: 31 giorni. Anche alla topolina bastano davvero pochi giorni: la media è di 19. Curiosamente, nei topi l'embrione sviluppa da subito una lunga coda, che resta molto ravvicinata alla testa per tutta la durata della gestazione, assumendo una forma tondeggiante.

 

La gestazione molto breve dei Marsupiali, invece, dipende dal particolare ciclo riproduttivo: l'embrione, infatti, non termina il suo sviluppo nell'utero, ma nasce precocemente (misura pochi centimetri) e trascorre le prime settimane di vita nel marsupio dove si attacca al capezzolo della madre per nutrirsi di latte e crescere. Il piccolo di canguro si trasferisce nel marsupio (dove resterà otto mesi) dopo circa 42 giorni, mentre quello del koala dopo soltanto 25 giorni, per poi completare lo sviluppo nel marsupio in circa sei mesi.

 

Embrioni simili. Durata della gestazione a parte, ci sono ovviamente altre differenze tra la gravidanza umana e quella degli altri mammiferi. Come è scritto in modo approfondito nel ricco dossier dedicato alla gestazione in Focus n.333, tutti gli embrioni dei mammiferi sono pressoché indistinguibili fino a un certo stadio, ovvero quello in cui compaiono gli abbozzi degli arti, e sono davvero simili anche a quelli di rettili e uccelli. Le differenze compaiono successivamente.

 

Gli arti embrionali, per esempio, si spostano in modo diverso: mentre nella nostra specie durante l'ottava settimana quelli inferiori ruotano verso la parte centrale del corpo, in quasi tutti gli altri mammiferi ruotano nella direzione opposta. Risultato: il nostro ginocchio si piega indietro, mentre quello di un cane o di un'antilope (la gestazione di quest'ultima dura circa sei mesi) in avanti.

 

Gemelli diversi. Un'altra differenza riguarda i gemelli: quelli veri (monozigoti) sono molto rari, perché i due animali dovrebbero condividere la stessa placenta che di solito non basta ad ossigenare entrambi i piccoli. Per questo motivo le cucciolate sono quasi sempre formate da gemelli fraterni, provenienti da uova e altrettanti spermatozoi diversi. Fanno eccezione gli armadilli (la gestazione dura in media 122 giorni): la femmina produce un solo uovo ma partorisce quatto piccoli, tutti geneticamente identici.

 

Un'ultima curiosità: un ittiosauro di 248 milioni di anni fa è tra le prime testimonianze dello sviluppo di un embrione interamente all'interno del corpo materno. Nel 2014, infatti, è stato ritrovato il fossile di un grande rettile marino morto durante il parto e fotografato mentre il suo cucciolo stava nascendo.

 

20 giugno 2020 | Fabrizia Sacchetti