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Quanti leoni ci sono nel mondo? Il numero potrebbe essere diverso da quel che crediamo

I metodi usati per contare le popolazioni di leoni potrebbero essere sbagliati. Lo sostiene un nuovo studio, che propone modi alternativi e più attendibili.

Leone
Un leone nel parco del Maasai Mara | Maggy Meyer / Shutterstock

Cent'anni fa, in Africa vivevano circa 200.000 leoni; oggi il numero è crollato, i leoni sono scomparsi in 26 Stati africani e nel continente sopravvivono circa 20.000 esemplari, un decimo di quanti ce n'erano un secolo fa. Ora un nuovo studio della University of Queensland avanza un'ipotesi inquietante: stiamo sbagliando a contarli perché usiamo metodi poco affidabili, e per avere un'idea di quanti leoni rimangano davvero in Africa bisogna abbandonare le vecchie abitudini. Il rischio è quello di scoprire che finora abbiamo contato con troppo ottimismo.

Tracce ed esche. Le stime sul numero di leoni ancora presenti in Africa parlano di una forbice compresa tra 20.000 e 30.000 esemplari, distribuiti in 102 popolazioni che occupano 2,5 milioni di chilometri quadrati di territorio. Queste stime, però, spiega l'autore dello studio Alexander Braczkowski, sono basate su metodi vecchi: il conto delle tracce, l'utilizzo di esche (anche acustiche) per attirare gli esemplari, e quella che viene chiamata "expert solicitation", che significa fare una stima numerica basata sulle valutazioni di esperti del campo. Secondo Braczkowski, il problema con i leoni è che con il passare degli anni i loro areali si allargano sempre di più, e diventa sempre più difficile calcolare i loro numeri con tecniche che si basano sulla loro permanenza in un'area. La proposta, dunque, è quella di non basarsi più su stime ma su un conteggio diretto degli esemplari.

 

Cosa significa SECR? SECR è un acronimo che sta per Spacially explicit capture-recapture, il nome di una nuova tecnica inventata per contare i leoni nel Maasai Mara, in Kenya, e che potrebbe venire allargata all'intero continente. Il metodo è semplice da spiegare: invece che basarsi su tracce indirette, prevede di identificare i singoli esemplari con l'uso di droni e foto ad alta risoluzione, tenere traccia dei loro spostamenti e conoscere così l'identità di ogni animale che viene osservato e contato.

 

In questo modo si evita per esempio di contare due volte lo stesso leone, che magari ha percorso parecchi chilometri in poco tempo. La proposta ora è di allargare il metodo a tutta l'Africa, abbandonando le tecniche di conta indirette in favore di quelle dirette, più affidabili, per avere un'idea più precisa di quanti (pochi) leoni rimangono nel continente africano.

 

24 giugno 2020 | Gabriele Ferrari