Animali

Le più antiche prove del fatto che i dinosauri vivevano in branchi

Un deposito di fossili in Patagonia contiene le prove più antiche del fatto che i dinosauri avessero una vita sociale più complessa di quanto credessimo.

Come vivevano i dinosauri? Vagavano solitari per la Terra preistorica oppure si aggregavano come fanno oggi molti animali? Sull'argomento c'è una certa concordia nell'ambiente paleontologico: molti dinosauri, in particolare gli erbivori, vivevano in branchi. I dubbi sorgono quando si parla di tempi: quanto tempo fa hanno abbandonato la vita solitaria per scoprire le gioie di quella di gruppo?

Le risposte. Un minuscolo deposito di fossili in Argentina, nel quale i lavori vanno avanti dal 2002, ci dà ora una nuova risposta a quest'ultima domanda, che sposta le lancette indietro di 40 milioni di anni rispetto alle teorie precedenti. I risultati di questo scavo ventennale, che sono già stati definiti "la più importante scoperta paleontologica dell'anno", sono pubblicati su Scientific Reports.

Il deposito in questione si trova nella Patagonia meridionale, in un luogo chiamato Laguna Colorada. Occupa appena un chilometro quadrato di superficie, si è formato nel Giurassico inferiore, 190 milioni di anni fa, in seguito a un'improvvisa siccità, ed è noto fin dagli anni Settanta perché è qui che sono stati ritrovati i primi fossili di Mussaurus patagonicus, un dinosauro erbivoro vissuto proprio in quel periodo.

Il nome sbagliato. Nonostante il nome, che significa "lucertola topo" (attribuitogli erroneamente dopo il ritrovamento di embrioni fossilizzati scambiati per animali adulti), il Mussaurus era un animale di dimensioni notevoli, che poteva arrivare a pesare fino a una tonnellata e mezza. Il deposito in Patagonia ne ospita i resti fossilizzati, sia di esemplari adulti, sia delle loro uova: un campionario che copre tutte le fasi di sviluppo del Mussaurus, dal concepimento all'età adulta.

Proprio questa varietà anagrafica è una delle chiavi del nuovo studio. La disposizione dei resti nel terreno indica infatti che il Mussaurus viveva in grossi branchi, all'interno dei quali si formavano sottogruppi sociali stratificati in base all'età. In più, gli esemplari più piccoli si ritrovano sempre accompagnati a uno o due adulti, e il fatto che si ritrovino embrioni ammassati insieme indica che l'area era anche un luogo di riproduzione per il branco. C'è un motivo per cui il Mussaurus ha scelto di adottare una strategia - quella della vita di gruppo - che i primi dinosauri ignoravano, preferendo la solitudine, e ha a che fare con la sua taglia.

Le conclusioni. In quel periodo, infatti, molti dinosauri, tra cui gli antenati del Mussaurus, aumentarono di un paio di ordini di grandezza le loro dimensioni, passando dalla stazza di un cavallo a quella di un ippopotamo, e a una lunghezza che raggiungeva i sei metri. A fronte di questo, le loro uova restarono minuscole, poco più grandi di quelle di una gallina, e i loro piccoli completamente indifesi per il primo anno di vita dopo la schiusa: la vita in branco era quindi un modo per proteggerli in un periodo particolarmente delicato della loro crescita. Il cimitero di Mussaurus in Patagonia è la più antica testimonianza fossile di questo cambiamento comportamentale.

20 novembre 2021 Gabriele Ferrari
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