Animali

Il progetto per sequenziare il genoma di tutti gli esseri viventi

Earth BioGenome Project ha l'ambizioso obiettivo di sequenziare il genoma di ogni specie sulla Terra entro i prossimi dieci anni.

Ricordate lo Human Genome Project, l'ambizioso progetto avviato nel 1990 e che nel giro di 13 arrivò a sequenziare l'intero genoma umano? Da allora le tecniche di sequenziamento sono migliorate esponenzialmente, e quello che una volta richiedeva anni si può ottenere in molto meno tempo. E non c'è dimostrazione migliore dell'Earth BioGenome Project, un progetto talmente ambizioso che i suoi stessi creatori l'hanno definito, in uno speciale pubblicato su PNAS, "a moonshot", che potremmo tradurre come "una chimera". Il suo obiettivo? Sequenziare, entro i prossimi dieci anni, il genoma completo di tutte le specie viventi sulla Terra.

"Solo" due milioni. Specifichiamo subito un particolare non secondario: il reale obiettivo del progetto è mappare il genoma di tutte le specie conosciute – un lavoro del 2011 stima che sulla Terra ci siano circa 8,7 milioni di specie, ma in effetti ne abbiamo identificate e descritte "solo" 1,8 milioni circa. È su queste che, per ora, punta l'Earth BioGenome Project, che coinvolge 44 università e istituti di ricerca sparse in 22 Paesi del mondo, oltre a un'altra cinquantina di progetti affiliati che aiuteranno nella raccolta dati. L'obiettivo di sequenziare il genoma di quasi due milioni di specie di viventi sembra irraggiungibile, ma come spiega su The Conversation Jenny Graves, docente di genetica alla La Trobe University e membro dell'EBP, è reso possibile dagli enormi passi in avanti fatti negli ultimi anni dalle tecniche di sequenziamento. Graves spiega che quello che un tempo richiedeva anni si può oggi ottenere in relativamente poco tempo, e soprattutto a un prezzo contenuto: poche migliaia di dollari per un genoma completo, contro i milioni di pochi anni fa. Secondo Graves, il costo totale dell'intero EBP sarà inferiore alla cifra spesa per lo Human Genome Project, che si concentrava su una singola specie e non su quasi due milioni di specie diverse.

Perché proprio tutte? La timeline dell'Earth BioGenome Project prevede tre fasi. Nella prima verrà sequenziato il genoma di circa 9.400 specie viventi, ciascuna rappresentativa di una diversa famiglia tassonomica: questa fase dovrebbe concludersi già entro il 2022. Poi si passerà al gradino successivo: ci sono circa 180.000 generi diversi in natura, e l'EBP sequenzierà quindi il genoma di 180.000 specie-modello. La terza e ultima fase scenderà ancora più nel dettaglio: è quella in cui si sequenzierà il genoma di ogni singola specie conosciuta (non sappiamo quali decisioni verranno prese nei confronti di nuove specie eventualmente scoperte da qui al 2030).

Entro dieci anni, quindi, l'EBP conta di avere a disposizione i genomi completi di ogni animale, pianta, fungo e tutti gli altri eucarioti conosciuti: un vero e proprio manuale di storia della vita e dell'evoluzione, che ci servirà anche per capire come proteggere al meglio le specie sequenziate. E se vi state domandando "perché tutte e non solo quelle più rappresentative", Graves lo spiega così: «Abbiamo paura di perderci qualcosa. Per esempio, immaginate se sequenziassimo il genoma di 69.999 delle 70.000 specie di vermi nematodi: magari l'unica che abbiamo ignorato è quella che ci potrebbe spiegare come mai i nematodi ci causano malattie…».

27 gennaio 2022 Gabriele Ferrari
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