Praticamente invisibile: il video del polpo è virale

Come portare il mimetismo a un livello superiore: tutti a lezione dal cefalopode.

Prima di vedere questo video, avreste mai detto che qualcosa si nascondeva sul fondale? Noi decisamente no! Il filmato che è appena tornato virale su imgur (ma che è stato girato dal sub Jonathan Gordon un paio di anni fa) ha come protagonista un polpo comune (Octopus vulgaris) in un atteggiamento molto "tipico", come spiegato a Live Science da Roger Hanlon, biologo marino della Woods Hole Oceanographic Institution, Massachusetts.

 

Questa piovra che è diffusa negli oceani di tutto il mondo, e in particolare nei fondali caraibici (come in questo caso), ricorre a un livello sublime di mimetismo come mezzo primario di difesa: è molto gustosa, e non si contano i predatori che vorrebbero assaggiarla.

Il segreto nella pelle. Il camuffamento dei polpi e di altri cefalopodi si basa su centinaia di migliaia di cellule pigmentate chiamate cromatofori. Queste sono circondate da muscoli, che si espandono o contraggono facendole apparire più o meno grandi, in base alle necessità. I cromatofori possono cambiare colore per imitare quello dei dintorni, ma anche la consistenza della pelle può mutare per uniformarsi all'ambiente circostante.

 

Gli scienziati non hanno ancora compreso del tutto le basi di questa forma così sofisticata di mimetismo. I polpi possono imitare qualunque tonalità cromatica pur non avendo una visione dei colori: utilizzano, allo scopo, alcune proteine fotosensibili. Altri cefalopodi, come le seppie, riescono ad adattarsi a scenari innaturali come una tappezzeria o una scacchiera, come si vede nel video di BBC One, qui sotto (dal minuto 1:16; il testo prosegue sotto).

 

 

Fantasmi. Quando, accorciate le distanze, il travestimento non funziona più (come in questo caso), i polpi ricorrono all'arma definitiva: di colpo impallidiscono, ergendosi dai loro nascondigli con le sembianze di mostri marini. Se la minaccia persiste, non resta che sparire in un nuvola di inchiostro.

 

25 Novembre 2017 | Elisabetta Intini