Tutti i segreti dei pipistrelli

Stanno appesi, volano, usano gli ultrasuoni e non si attaccano ai capelli! Sono i pipistrelli, mammiferi molto speciali. Scopri i loro segreti.

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A un primo sguardo veloce questo buffo animaletto che si riposa tra le frasche potrebbe sembrare uno strano cane, dalle abitudini particolari: stare a testa in giù. È invece un pipistrello, della specie Rousettus aegyptiacus, tipico delle zone tropicali.
Di Chirotteri, questo il nome dell’ordine di mammiferi a cui appartengono i pipistrelli, ne esistono circa 950 specie e non tutte hanno un musetto carino come questo della foto. Non a caso da sempre i pipistrelli incutono timore e sono protagonisti di superstizioni e false credenze popolari.
Sono invece animali molto particolari e interessanti dal punto di vista scientifico. Basti pensare che sono gli unici mammiferi a saper volare e che comunicano in un modo molto particolare: attraverso gli ultrasuoni.

Testi e ricerca fotografica a cura di Paola Grimaldi

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Quello più grande, il Pteropus vampyrus che vive sull’isola di Giava, ha un’apertura alare di 1,7 metri e una lunghezza di più di 40 centimetri. Il più piccolo, il Craseonycteris thonglongyai che si trova in Tailandia, pesa circa 2 grammi ed è lungo solo 3 centimetri. E alcuni sono anche molto longevi, arrivando a vivere fino a 20 anni.
Nonostante le credenze e le maldicenze, questo animale ultimamente ha avuto il suo momento di gloria e non solo perché ricorda vampiri e film dell’orrore – qualcuno si veste da pipistrello durante la notte di Halloween – ma anche come animale domestico.
Alcune specie, come la grossa e tropicale Rousettus aegyptiacus, si possono infatti commercializzare e qualche appassionato purtroppo non si fa scappare la possibilità di mettere un pipistrello in voliera. Una moda di cui i poveri pipistrelli non sono di certo contenti!

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Non c’è da stupirsi se in un vecchio casolare, sotto un tetto spiovente, in una crepa di un muro, in un solaio o dietro le imposte qualcuno scova ogni tanto una tana di pipistrelli.
Questi animali non vivono solo nelle grotte, come tradizione ci tramanda, ma anche in ripari ricavati dalle costruzioni umane. Molti poi, soprattutto quelli che abitano in zone prossime alle foreste, scelgono come rifugio tronchi d’albero, nidi abbandonati di uccelli, lembi di corteccia sollevati. Alcuni ripari vengono usati solo per brevi periodi, altri invece vengono abitati per molti anni. I più fortunati poi hanno la “casa al mare”: diverse specie di pipistrelli non sono sedentarie ma preferiscono intraprendere lunghi viaggi, anche di 2.000 chilometri, per andare a svernare in luoghi più caldi. Dove inizieranno un breve letargo facilitato dal clima più mite.

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I pipistrelli volano, e sono gli unici mammiferi in grado di farlo, grazie alle loro mani che nel corso dell’evoluzione di sono trasformate in ali. Non a caso Chirotteri significa mano alata, dal greco cheiros mano e pteros ala. Le ossa delle dita, a eccezione di quella del pollice, si sono allungate e assottigliate. Una sottile membrana di pelle, detta patagio, si è estesa sempre di più, dalle zampe anteriori alla coda. Il patagio è percorso da vasi sanguigni ed è ricoperto da una sostanza oleosa che lo rende molto elastico, caratteristica che permette alla membrana di avvolgere il corpo del pipistrello quando è a riposo. Il volo dei pipistrelli ha sempre affascinato zoologi e scienziati: anche Leonardo da Vinci studiò le ali di questi animali e prese spunto dalla loro struttura per costruire le sue ali artificiali.
Sai qual è il segreto del loro volo?

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Ma non gli andrà il sangue al cervello? Forse questa è una delle domande che viene in mente più spesso pensando alla tipica posizione che assumono i pipistrelli quando sono a risposo. La risposta è no: la particolare struttura dei vasi sanguigni impedisce il ristagno di sangue nel cervello. Tolto questo dubbio ne sorge un altro. Come fanno a stare appesi e a non precipitare nemmeno quando dormono?
Innanzitutto le loro zampe posteriori sono dotate di unghie acuminate che riescono a tenere molto saldamente la presa su quasi tutti i tipi di superficie.
Ma la caratteristica fondamentale che gli permette di restare ancorati senza dispendere energia, senza cioè investire risorse nella contrazione muscolare, è uno speciale meccanismo "bloccante". Il peso dell’animale attaccato fa arcuare il cosiddetto tendine flessore, quello che permette alla zampa di piegarsi e che rimane bloccato come un "gancio" proprio grazie al peso del pipistrello.
Le unghie affilate e molto ricurve poi fanno il resto. La zampa è bloccata tanto saldamente che può capitare che un pipistrello muoia e resti attaccato finché il peso del suo corpo non diminuisce per essiccamento.

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Il 70 % delle specie conosciute - soprattutto i Chirotteri che vivono in zone temperate - è insettivora. Tra le prede preferite ci sono falene, coleotteri, zanzare. E sono ottimi predatori: si stima che i pipistrelli durante le loro cacce notturne possano catturare anche duemila prede. I pipistrelli tropicali prediligono invece la frutta o il polline.
Solo pochissime specie sono ematofaghe, cioè che si nutrono di sangue. Il Desmodus rotundus, detto anche Vampiro di Azara, che vive in Messico, succhia il sangue delle sue vittime, solitamente mucche, pecore, capre, cavalli, dopo aver inciso con i denti affilati la loro pelle. La sua saliva contiene una sostanza con potere anticoagulante, la draculina, che permette all’animale di nutrirsi evitando che sul più bello la ferita di rimargini. Il Desmodus si disseta con circa 30 millilitri di sangue.

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I pipistrelli sono animali gregari, a parte pochissime specie, e vivono in colonie spesso molto numerose dove stanno addossati gli uni agli altri per limitare la dispersione di calore. In alcune caverne, come in quella di Calrsbad in Nuovo Messico (Usa), si sono contati talvolta anche un milione di esemplari.
Spesso però i rifugi non sono abitati dai due sessi. Solo durante il periodo degli accoppiamenti, in autunno e per il letargo maschi e femmine vivono sotto lo stesso tetto.
Il sistema riproduttivo dei pipistrelli è molto particolare. Dopo l'accoppiamento la femmina trattiene all'interno dei genitali lo sperma del maschio fino alla fine del letargo. In primavera, al risveglio, lo sperma si "riattiva" raggiungendo gli ovuli che sono maturi.
I piccoli nascono in estate e le mamme - che partoriscono un solo cucciolo per volta -vanno a vivere in nuovo riparo. La prole nasce completamente priva di pelo e con gli occhi chiusi.

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Andare a caccia di notte, quando la visibilità è scarsa, non è certo facile. Per evitare spiacevoli frontali, i pipistrelli hanno perfezionato nel corso della loro evoluzione un particolare modo di “vedere” nel buio: emettono, con la laringe o con il naso, ultrasuoni. Queste onde sonore hanno una frequenza maggiore di 20 mila hertz (l’orecchio umano percepisce solo fino a 16 mila hertz), viaggiano nell’aria fino a che non colpiscono un oggetto, che sia un albero o un insetto. A quel punto tornano indietro. Vengono infatti rimbalzate dall’ostacolo e captate nuovamente dal pipistrello che le codifica. Questa capacità si chiama ecolocalizzazione. Una capacità che hanno anche i delfini.
La ricezione degli echi di ritorno è favorita dai grandi padiglioni auricolari dei pipistrelli spesso dotati di un’ulteriore membrana, detta trago. I Chirotteri non emettono solo ultrasuoni utilizzati, oltre alla vista, per l’orientamento e l’individuazione delle prede, ma anche vere e proprie vocalizzazioni che servono per comunicare tra loro.

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Che perfino l’Unione Europea (per i quali ha emanato una direttiva apposta) li consideri una specie che deve essere protetta la dice lunga sull’importanza dei pipistrelli. Già agli inizi del secolo scorso sono stati presi come modello per lo studio di nuovi e più avanzati radar e sonar utilizzati su aerei e sottomarini. Ultimamente poi scienziati di tutto il mondo stanno studiando i Chirotteri per capire la dinamica del volo per applicarla all’aeronautica.
Ma hanno anche un’altra importante capacità che potrebbe essere sfruttata in modo più “casalingo”. Questi animali divorano infatti grandissime quantità di insetti nocivi per l’uomo e per le coltivazioni. Ai pipistrelli nostrani piacciono soprattutto le zanzare. Se uno di questi mammiferi alati entra in casa durante una sera d’estate prima di farsi prendere dal panico e cercare di cacciarlo possiamo aspettare che faccia il suo spuntino. Se pensi che si attacchino ai capelli leggi l'ultima didascalia.

Nella foto: una rappresentazione computerizzata del volo dei pipistrelli fatta al Mit di Boston.
© David J. Willis


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I pipistrelli possono trasmettere la rabbia? Si, è vero. Come molti altri mammiferi del resto. Ma l’eventualità è molto remota, come dimostrano le indagini condotte periodicamente dagli Istituiti di Zooprofilassi regionali sulle 35 specie di Chirotteri italiani. Il contagio avviene solo se la saliva entra in contatto con una nostra ferita o se ci morde.pipistrello. Nel caso - davvero molto raro almeno che non si sia chirotterologi (esperti di pipistrelli) o si lavori in zone dove loro vivono - è comunque bene correre all’ospedale.
Il pericolo è invece molto più elevato per i pipistrelli. Sono molte infatti le specie a rischio, anche se in Italia sono protette dal 1939. Uno dei motivi è la riduzione del loro habitat a causa dell’intensa urbanizzazione di molte zone. Un’altra è l’uso intensivo di pesticidi che spesso assumono nutrendosi di insetti.
Nella foto, scattata in un mercato nella città Brazzeville, in Congo, una catasta di pipistrelli morti pronti per essere cucinati.
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Più di cinquanta milioni di anni fa questo animale era già capace di volare. L’Onychonycteris finneyi, antico pipistrello trovato come resto fossile nelle rocce sedimentarie del Wyoming, negli Usa, aveva infatti una cassa toracica molto sviluppata e lunghe ossa delle dita, caratteristiche che fanno ritenere ai paleontologi che avesse già sviluppato una buona capacità di volare. Ma “alla cieca”. L’Onychonycteris non aveva infatti le particolari modificazione delle ossa delle orecchie necessarie all’ecolocalizzazione. Solo con l’arrivo dell’Icaronycteris index, un altro antenato del pipistrello (oggi solo in “versione” fossile), si svilupparono le ossa acustiche adattate per percepire gli ultrasuoni.

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C’è chi ne ha paura, c’è chi lo associa al diavolo ma c’è anche chi lo venera e lo ritiene simbolo di felicità. Al pipistrello si legano molti significati simbolici. In Occidente viene considerata una creatura con connotazioni negative. Basti pensare che l’angelo nelle rappresentazioni pittoriche ha candide ali di uccello mentre il demonio è dipinto con lugubri patagi di pipistrello. In alcune culture orientali invece è addirittura venerato. In Indonesia per esempio, esistono grotte come quella della foto, frequentate da pellegrini devoti ai pipistrelli e in Cina alcuni antichi palazzi nobiliari sono affrescati con la loro effige. Una delle rappresentazioni ricorrenti in molte culture orientali prevede una stella sacra a cinque punte che rappresenta ciascuna un tipo di felicità: ricchezza, longevità, tranquillità, salute e buona morte. A “guardia” delle cinque felicità è raffigurato un pipistrello.

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«Mi raccomando, chiudi le finestre durante le notti d’estate. Altrimenti entra il pipistrello in camera e ti si attacca ai capelli. Poi, l’unico modo per liberarsene è raparsi a zero!». Quante volte abbiamo sentito queste parole sussurrate dalle nostre nonne? Secondo le credenze popolari i pipistrelli, infatti, avrebbero una insana predilezione verso le folte chiome umane. Niente di più falso, soprattutto se si pensa che arpionarsi ai capelli di una persona con il rischio di essere ucciso è una cosa che nessun animale dotato di un minimo di intelligenza, per quanto istintiva, farebbe.
I chirotteri sono protagonisti di molte superstizioni. In alcune sono carnefici: come quella che li vede succhiatori di sangue di piccoli e adulti, come illustra questa stampa del diciannovesimo secolo. E in altre vittime: il loro sangue sarebbe rimedio alla sterilità femminile o un ottimo ingrediente per potenti pozioni d’amore. Ma sono tutte credenze che non hanno fatto altro che rendere questo interessante animale ingiustamente impopolare.

A un primo sguardo veloce questo buffo animaletto che si riposa tra le frasche potrebbe sembrare uno strano cane, dalle abitudini particolari: stare a testa in giù. È invece un pipistrello, della specie Rousettus aegyptiacus, tipico delle zone tropicali.
Di Chirotteri, questo il nome dell’ordine di mammiferi a cui appartengono i pipistrelli, ne esistono circa 950 specie e non tutte hanno un musetto carino come questo della foto. Non a caso da sempre i pipistrelli incutono timore e sono protagonisti di superstizioni e false credenze popolari.
Sono invece animali molto particolari e interessanti dal punto di vista scientifico. Basti pensare che sono gli unici mammiferi a saper volare e che comunicano in un modo molto particolare: attraverso gli ultrasuoni.

Testi e ricerca fotografica a cura di Paola Grimaldi