Pinguini (sfigati) si nasce... o si diventa?

Il pinguino imperatore: un animale di rara bellezza, indescrivibile tenerezza e una sfiga cosmica. Vi raccontiamo l'incredibile storia del loro ciclo riproduttivo e la difficile sfida per continuare la vita.
Guarda anche le più belle foto di pinguini e scopri perché le zampe dei pinguini non congelano

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Uccelli che non sanno volare, ma adorano nuotare. E eppure per riprodursi preferiscono zampettare. I pinguini imperatore (Aptenodytes forsteri) quando è ora di migrare dal mare ai loro nidi di nidificazione si alzano in piedi e percorrono infatti centinaia di chilometri. Inizia qui la loro marcia per la riproduzione.

Siamo a marzo - ed è appena iniziato uno degli inverni più rigidi della Terra. Perché partire proprio con le peggiori condizioni climatiche? Il ciclo riproduttivo dei pinguini è perfettamente sincronizzato e quelli che devono essere avvantaggiati sono i pulcini che nasceranno, completamente nudi, e muoveranno i primi passi in un clima relativamente più mite...

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Dopo giorni e giorni di marcia la carovana, composta anche da 50 mila individui, trova l'oamok, una distesa di ghiaccio, appena riparata da enormi montagne di ghiaccio, che diventerà l'alcova della nuova coppia e poi la nursery per la progenie.
I pinguini sembrano non sentire che la colonnina di mercurio segna 40 gradi sotto zero. Il mantenimento della temperatura corporea è garantito d'altronde da un manto di piumino che trattiene uno strato di aria riscaldata e da uno strato di grasso sottocutaneo.
Ma come fanno le loro zampe a non congelare mai? Irrorate dal sangue, non ghiacciano, ma rimangono appena un paio di gradi sopra la temperatura ambientale: questo per non disperdere attraverso di esse tutto il calore corporeo.

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Una volta "riconosciutasi" in mezzo alla confusione, la neo coppia comincia la sua danza di seduzione, fatta di movenze leggere e di canti. I pinguini si registrano la firma vocale che servirà loro a non perdersi di vista nel marasma generale.
Non tutti riusciranno però a trovare il compagno: quelli che rimangono fuori dai giochi, ritorneranno al mare, in attesa di una nuova stagione degli amori.
La coppia invece ha una dura prova da affrontare: tra aprile e maggio staranno stretti stretti finché la femmina, dimagrita un terzo del suo peso, deporrà il suo unico uovo.
Scopri le altre tecniche di seduzione degli animali in una "bollente" fotogallery.

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L'uovo è il bene più prezioso per la coppia di pinguini che lo deve salvaguardare dal più temibile dei nemici, il gelo. Pochi secondi a contatto con il terreno ghiacciato e sarà inesorabilmente perso.
L'affinità della coppia si misura nel più complicato dei balletti, quello in cui i due si passeranno l'uovo. La madre che lo ha tenuto sulle sue zampe il primo giorno, coperto dalla piega della sua pancia, lo deve far scivolare su quelle del maschio, che è meno provato e dovrà covarlo per i successivi due mesi. Una coppia poco affiatata e frettolosa rischia di perdere il frutto del loro incontro.
Per i maschi più abili inizia la cova: camminando sui talloni, con l'uovo sulle zampe, si raggomitolano gli uni sugli altri, cercando un po' di tepore nel gruppo (tecnica detta huddling).

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Mentre la femmina, debole e affamata, ritrova il mare per rifocillarsi e immagazzinare cibo destinato al pulcino che nascerà, il maschio resiste a temperature fino a meno 80-100 °C per proteggere l'uovo, che nella sacca incubatrice gode di una temperatura costante di 35 °C.
Il pulcino rompe il guscio dopo due mesi, ma rimane comunque "a bordo" del papà, perché il freddo lo ucciderebbe. Anche adesso il sincronismo dev'essere massimo: se la mamma non tornerà in tempo, il maschio sarà costretto ad abbandonare il piccolo per tornare a nutrirsi. Ma se la mamma sarà puntuale, il riconoscimento vocale la porterà subito dal suo piccolo che l'aspetta "a bocca aperta".

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Il saluto del papà al pulcino è particolarmente intenso: quando tornerà dalla sua caccia per recuperare i 12-15 chili persi dopo un digiuno di quattro mesi, il piccolo sarà cresciuto e si troverà in una specie di asilo insieme a centinaia di altri pulcini. Con un solo verso, genitore e figlio si riconosceranno. Finché il piccolo non sarà autonomo, a circa 5 mesi di vita, madre e padre si alterneranno tra l'oamok e il mare.

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Il primissimo pasto del pulcino è quello che gli offre il padre, che, pur patendo la fame mesi, ha una piccola riserva proprio per lui: si tratta di un liquido prodotto dall'esofago, chiamato "latte di pinguino" che consentirà al piccolo di sopravvivere due settimane in attesa del ritorno della mamma.
I pinguini nascono praticamente nudi: il loro primo piumaggio è grigio,con in testa un elmetto nero, il secondo è simile ma più spesso e protettivo.
Oltre al freddo e alla mancanza di cibo (se mamma o papà non tornano), i nemici per i più piccoli sono i crepacci che si aprono nel ghiaccio e predatori che arrivano dal cielo.

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Dopo le iniziali cure a carico del padre e della madre, i pulcini si aggregano in veri e propri "asili nido", sorvegliati da adulti che però non rivolgono loro nessuna cura parentale: ogni pulcino è infatti alimentato solo dai suoi legittimi genitori. Se questi periscono in mare o non ritornano in tempo, il loro destino è segnato. Si calcola che mediamente il successo riproduttivo (calcolato sui pulcini che lasciano l'asilo nido) sia del 64-65 per cento.

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Il pinguino e l'uomo si sono incontrati molto poco. Recentemente il contatto è avvenuto nel corso delle riprese di un film, "La marcia dei pinguini", durante il quale 4 operatori guidati dal registra e biologo francese Luc Jacquet hanno vissuto per 13 mesi in loro compagnia.
I pinguini imperatore non sono una specie gravemente minacciata, anche se la presenza di basi scientifiche e il passaggio di elicotteri sopra le colonie possono turbarli nelle fasi delicate della riproduzione e della cura di uova e pulcini.
Per scoprire quanto invece influisce sulla loro sopravvivenza il surriscaldamento del pianeta, leggi la notizia "Una storia d'amore ghiacciata".

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A guardarli anche da vicino maschi e femmine di pinguino imperatore non mostrano grandi differenze, anzi. In questa specie di pinguino non c'è quasi dimorfismo sessuale, quella caratteristica per cui maschi e femmine sviluppano conformazioni fisiche differenti. I pinguini imperatori hanno tutti lo stesso manto e quasi la stessa stazza, una trentina di chili.
La troupe che ha girato il film, "La marcia dei pinguini", oltre a condividere con loro le bassissime temperature dell'inverno antartico, era costretta trasportavano con sé ogni giorno una sessantina di chilogrammi di attrezzatura per filmarli nelle uniche due ore di luce concesse dall'inverno antartico...

Uccelli che non sanno volare, ma adorano nuotare. E eppure per riprodursi preferiscono zampettare. I pinguini imperatore (Aptenodytes forsteri) quando è ora di migrare dal mare ai loro nidi di nidificazione si alzano in piedi e percorrono infatti centinaia di chilometri. Inizia qui la loro marcia per la riproduzione.

Siamo a marzo - ed è appena iniziato uno degli inverni più rigidi della Terra. Perché partire proprio con le peggiori condizioni climatiche? Il ciclo riproduttivo dei pinguini è perfettamente sincronizzato e quelli che devono essere avvantaggiati sono i pulcini che nasceranno, completamente nudi, e muoveranno i primi passi in un clima relativamente più mite...