Perché volano a “V” gli stormi di uccelli?

In questa disposizione l'aerodinamica facilita il volo di chi sta dietro: vale per gli uccelli, ma anche per gli aerei.

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La formazione a V prevede che un uccello voli al vertice e tutti gli altri lo seguano sistemandosi in un doppio schieramento, nel quale ciascun individuo vola con una traiettoria parallela a quello che lo precede, ma leggermente spostata verso l’esterno. Questa disposizione viene adottata sia durante brevi spostamenti, sia per i trasferimenti migratori e viene scelta per ragioni aerodinamiche.

 

Solo così, infatti, ogni elemento dello stormo riesce a sfruttare i vortici generati dall'uccello che lo precede: vortici che "risucchiano" l'uccello che vola dietro. L’uccello che apre la formazione fa dunque più fatica degli altri, e per questo avviene un cambio periodico nel ruolo di apripista.

 

Non tutte le specie però scelgono questo tipo di volo, tipico per esempio delle oche e dei cormorani. I passeriformi, uccelli più piccoli e leggeri, volano sparsi o a gruppi, e ciononostante sono tra quelli che compiono i più lunghi tragitti di migrazione.

 


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09 Maggio 2016 | Focus.it