Strisce repellenti

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Le strisce della zebra sarebbero un insetticida naturale che terrebbe le mosche tse-tse lontane dagli equini|Arthur Morris/Corbis
Ancora oggi le strisce della zebra sono uno dei più inspiegabili misteri della natura. A cosa servono? Di quale vantaggio evolutivo hanno goduto gli animali che le avevano? Le risposte degli zoologi a questi interrogativi sono molte e diverse.
Secondo alcuni le strisce sono una forma di mimetismo per difendersi dai predatori: quando un branco di zebre fugge compatto, gli assalitori non sarebbero in grado di distinguere i singoli individui ma solo una massa rigata dai contorni indefiniti.(Zebre, leoni e altre meraviglie africane: vieni a scoprirle)
Altre teorie ipotizzano che l'alternanza di bianco e nero possa regolare l'assorbimento della luce del sole e quindi la temperatura del corpo, o che le strisce servano come "carta d'identità" per i singoli individui.(Non solo Zebre: alla scoperta del Madagascar)
Ma la teoria più innovativa è stata formulata nel 2009 da Jeffry Waage, un entomologo inglese, secondo il quale le strisce delle zebre sarebbero un repellente naturale contro le mosche tse-tse, responsabili della trasmissione della malattia del sonno. Questi pericolosi insetti sono muniti di occhi sfaccettati che non permettono loro di distinguere forme e prospettive: per la mosca tse-tse la zebra e le sue strisce sarebbero quindi praticamente indistinguibili dallo sfondo dell’immagine. Questa teoria sembra confermata dal fatto che le zebre, pur essendo l’unico animale della savana a non aver sviluppato l’immunità nei confronti della malattia del sonno, sono la specie meno colpita da questa patologia.
20 Maggio 2012 | Rebecca Mantovani