Perché i pesci non si accorgono delle megattere che li stanno per divorare?

Le megattere mangiano pesci molto più veloci di loro: perché le loro prede non le notano e non si danno alla fuga?

Megattere
Un gruppo di megattere che pasteggiano. | Adam Stockland/Shutterstock

Una megattera è in grado di mangiare qualcosa come 2,5 tonnellate di pesce ogni giorno, divorandone a migliaia in un singolo boccone. Niente di strano in apparenza, ma vi siete mai chiesti come ci riescono? In fondo le loro prede sono animali parecchio più veloci di loro, e come tutte le balene anche le megattere, diciamo così, si fanno notare; come mai allora i pesci non si accorgono della loro presenza e non fuggono appena le vedono? La risposta arriva da uno studio della Stanford University in California, che ha analizzato il modo in cui le acciughe (una delle prede preferite delle megattere) reagiscono alle minacce e ha scoperto qual è il segreto che permette a questi animali di farne scorpacciata: le loro (grandi) dimensioni.

 

Punti di vista. L'esperimento ha coinvolto un gruppo di acciughe che sono state sottoposte ad attacchi a sorpresa (simulati dagli sperimentatori) da parte di predatori via via più grossi. Di fronte a finti pesci di piccole o medie dimensioni gli animali hanno reagito come previsto (scappando di corsa), ma confrontati con una minaccia troppo più grossa di loro le acciughe, semplicemente, l'hanno ignorata, perché non l'hanno registrata come un pericolo. È una questione di prospettiva: vi accorgereste se una montagna cominciasse a muoversi verso di voi per mangiarvi?

 

Senza via d'uscita. Anche le osservazioni su campo hanno confermato i risultati dell'esperimento: tutti i banchi di acciughe studiati nella Baia di Monterey si comportano allo stesso modo, ignorando la presenza delle megattere finché non è troppo tardi – cioè quando i mammiferi hanno già aperto la bocca e cominciato il pasto. Aggiungeteci poi che le megattere hanno una soluzione anche per catturare quelle prede che stanno cercando di svignarsela: "abbracciare" il branco di acciughe (o di aringhe, o di sgombri...) con le pinne, bloccando loro le vie di fuga e portandosi il cibo direttamente in bocca.

1 febbraio 2020 | Gabriele Ferrari