Perché i gatti amano "fare la pasta"?

Muovere alternativamente le zampette anteriori addosso al proprio padrone è la grande passione di tutti i gatti, e sembra che richiami la nascita e le prime poppate con mamma gatta.

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|Stephen Dann

I gatti imparano a "fare la pasta" appena nati e continuano a farla per tutta la vita. L'azione di "impastare" - come viene definita dagli studiosi - o anche  "pompare" inizia infatti alla nascita: serve al cucciolo per stimolare la produzione di latte nelle ghiandole mammarie di mamma gatta.

 

Di solito questa azione è accompagnata dalle fusa ed è seguita da un pisolino. Entrambi i comportamenti rimandano all'infanzia dei gattini: sono tipici dei loro primi giorni di vita e caratteristici durante e dopo l'allattamento.

Perché i gatti impastano
I gatti hanno l'istinto di "impastare" fin dalla nascita: c'è chi definisce questa attività anche "pompare", "fare biscotti" o "calpestare il latte" - secondo un'espressione coniata dallo zoologo Desmond Morris. | Onesharp, Flickr

Secondo alcuni studiosi, però, i gatti potrebbero "impastare" anche per un'altra ragione: i veterinari ritengono infatti che i gatti adulti si servano delle zampe per calpestare e ammorbidire l'area che hanno scelto per dormire. Per loro è un istinto ancestrale: gli antenati selvatici dei gatti domestici, infatti, per riposarsi o dare alla luce i loro cuccioli sceglievano sempre superfici comode, oltre che sicure, e per verificare che lo fossero usavano proprio le zampe!

Al sicuro. Nelle zampe inoltre i gatti hanno anche delle ghiandole che secernono un odore che usano per marcare il territorio. Questo significa che quando "impastano" addosso a voi o sul vostro letto potrebbero anche marcare semplicemente un luogo che sentono sicuro e confortevole. 

 

Non è vero invece, come alcuni ritengono, che i gatti che pompano siano stati svezzati troppo presto: in quel caso infatti compenserebbero il distacco precoce dalla mamma cercando altre mammelle. Succhiando ad esempio le coperte, i vestiti o anche punti del corpo umano come i lobi delle orecchie.

07 Marzo 2018 | Giuliana Rotondi