Perché i favi delle api sono fatti di celle esagonali?

Dall'insetto "perfetto" una lezione di economia (e architettura).

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Le celle esagonali in successione in cui sono organizzati i favi costituiscono i nidi in cui allevare le piccole api e in altri casi le dispense dove immagazzinare il miele. | Apicoltura Casentinese

Le api hanno scoperto il sistema migliore per risparmiare materiale da costruzione (cera) e allargare lo spazio all'interno del favo. Le figure geometriche che, a parità di perimetro, hanno un'area più grande sono, nell'ordine, il cerchio e quindi i poligoni con un alto numero di lati (quindi l'ottagono più dell'eptagono, questo più dell'esagono e così via).

 

Se le api costruissero celle isolate, sarebbe quindi conveniente la forma circolare perché usando la stessa quantità di cera avrebbero maggiore spazio a disposizione. Ma un favo è fatto da più celle e affiancando più cerchi resterebbe tra essi spazio vuoto non utilizzabile. L'esagono risulta dunque il miglior compromesso tra un cerchio e un poligono, perché è la figura geometrica col più alto numero di lati che riempie uniformemente un piano e richiede perciò poca cera (perché ogni lato è in comune con una cella vicina).

 

30 giugno 2019