Animali

Perché le corna di questo cervo erano immense? Per vincere (con la forza) in amore

Il megalocero, il cervo estinto 8 milioni di anni fa, aveva grandi corna perché i maschi con quelle più voluminose avevano più successo riproduttivo.

Megaloceros giganteus, noto come megalocero o più banalmente cervo gigante, era, come suggerisce il nome… un cervo gigante, il più grande mai esistito sulla Terra. Alto fino a 2 metri al garrese, la sua caratteristica più evidente erano però le sue enormi corna (anche se, trattandosi di un cervo, il termine corretto sarebbe "palchi"): larghe fino a 3.5 metri, hanno rappresentato per più di un secolo un mistero evolutivo, considerato che erano talmente grosse da poter diventare un ostacolo per l'animale. Si è teorizzato che proprio per questo motivo l'animale si estinse 8.000 anni fa, e sono state fatte diverse ipotesi sul perché i palchi del megalocero siano cresciuti così tanto, la più accreditata delle quali risale agli anni Settanta; ora però un nuovo studio pubblicato su Evolutionary Biology la rimette in discussione, e propone una nuova interpretazione su queste immense corna.

Ortogenesi o allometria? Prima della pubblicazione di L'origine delle specie di Darwin, le corna del cervo Megaloceros erano indicate come esempio perfetto di un processo noto come ortogenesi: l'idea, cioè, che l'evoluzione esista ma che sia "direzionata", e porti tutti gli organismi e spostarsi verso una maggiore complessità e con un obiettivo preciso – nel caso del megalocero, la formazione di corna gigantesche. Secondo questa teoria, a un certo punto le strutture avrebbero superato la dimensione "di sicurezza", diventando troppo grandi e ingestibili e portando quindi l'animale all'estinzione.

Poi arrivò una nuova interpretazione, proposta in particolare da Stephen Jay Gould, secondo il quale il processo dietro alla crescita dei palchi si chiamava "allometria positiva": i palchi, secondo Gould, non erano cresciuti a dismisura e senza controllo, ma proporzionalmente all'aumento delle dimensioni corporee della specie. Questa teoria, e i calcoli che se ne possono ricavare, sembra in linea con le misure fatte sui fossili di megalocero. Il problema è che Gould si limitò a considerare le dimensioni lineari dei palchi, e non anche il loro volume.

Troppo grosse? Ma no… Stando alla teoria di Gould, le corna del megalocero dovrebbero essere larghe oltre 3 metri (ed è vero) ma anche avere un volume pari a 17.5 litri di materiale organico. In realtà, i resti fossili ci dicono che il volume di queste strutture era circa 25 litri: questo significa che non erano "in linea" con la crescita del resto del corpo, ma lo superavano di un bel po'.

In altre parole, le corna del cervo estinto erano, in proporzione, cresciute di più del resto del corpo. Non è facile stabilire perché, visto che ci è impossibile studiarlo in natura, ma l'ipotesi più accreditata è che (come capita spesso di fronte a strutture apparentemente troppo grosse) ci fosse dietro una questione di selezione sessuale: i maschi capaci di brandire i palchi più voluminosi avevano più successo riproduttivo. Infine, lo studio smentisce l'ipotesi che siano state le corna del megalocero a portarlo all'estinzione, spiegando come non ci siano prove a supporto di questa teoria. Al momento, la spiegazione più probabile è che dietro la scomparsa del cervo più grosso di sempre ci siano i cambiamenti climatici.

12 febbraio 2024 Gabriele Ferrari
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