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Perché alcune falene non hanno paura dei pipistrelli?

Alcune specie di falene svolazzano pigramente in presenza di predatori, invece di fuggire: il motivo di tanta sicumera è... che fanno schifo!

Falena
Una falena della sottofamiglia Arctiinae. | Ewan Grainger / Shutterstock

La vita delle falene è piena di pericoli: vivono di notte, nel buio totale, circondate da animali che hanno sviluppato avanzatissimi sistemi di individuazione del cibo, sempre a rischio di venire catturate da un predatore notturno. Eppure molte falene dimostrano una nonchalance invidiabile anche a pochi passi da un nemico, e continuano a svolazzare pacifiche invece di fuggire a gambe (ali?) levate. Di recente, una ricerca condotta da Nicolas Dowdy dell'Università dii Milwaukee (USA) ha dato una spiegazione a questo comportamento apparentemente controintuitivo, che si può riassumere così: le falene fanno schifo e lo sanno.

Armi di difesa. Lo studio di Dowdy è nato proprio dalla domanda, "perché alcune specie di falene sembrano fregarsene dei predatori?": lo scienziato e il suo team hanno così selezionato cinque specie diverse di falene, tutte appartenenti alla sottofamiglia Arctiinae, e le ha liberate di notte in una sorta di "voliera" controllata da telecamere e frequentata abitualmente da pipistrelli. Osservando le riprese notturne, Dowdy e i suoi colleghi hanno così confermato che alcune falene fuggono disperate appena percepiscono la presenza di un predatore, mentre altre fanno apparentemente finta di nulla.

Mi basta fare schifo. Le specie del primo tipo, secondo Dowdy, hanno sviluppato una vasta gamma di tattiche diverse per sfuggire ai predatori: alcune volano in direzioni apparentemente casuali per confonderli, altre hanno una sorta di "radar" sensibile agli ultrasuoni, che le allerta della presenza di pipistrelli.

 

Anche le specie più pigre potrebbero, sempre secondo Dowdy, usare tattiche simili, che però comportano dei pericoli: una fuga veloce e disordinata, per esempio, rischia di far finire l'animale dritto dentra la tela di un ragno; è per questo che hanno invece scelto invece di imbottirsi di tossine che le rendono poco appetitose, se non addirittura tossiche. Una strategia a basso costo e altrettanto basso rischio, che secondo i ricercatori potrebbe non essere un'esclusiva delle falene: la caccia ad altri animali disgustosi è aperta.

 

28 dicembre 2019 | Gabriele Ferrari