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Per fare un fiore ci vuole un'ape

Centinaia di milioni di anni fa, sulla Terra non c’erano i fiori. Poi sono arrivate le api, cambiando il mondo vegetale. È quello che rivelerebbe lo studio di un’antichissima ape fossilizzata,...

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Per fare un fiore ci vuole un'ape
Centinaia di milioni di anni fa, sulla Terra non c’erano i fiori. Poi sono arrivate le api cambiando il mondo vegetale. È quello che rivelerebbe lo studio di un’antichissima ape fossilizzata, ritrovata recentemente in Myanmar.

 

La Melittosphex intrappolata nella
ambra, ritrovata in Myanmar (ex
Birmania). © Brian N. Danforth -
Cornell University

 

La Melittosphex burmensis ha 100 milioni di anni, ma li porta bene, pare. Intrappolata in un’ambra, è l’ape più antica mai ritrovata e, secondo gli esperti, potrebbe fornire molte informazioni sull’evoluzione di questi insetti.

L’ape rapace
Dell’ape fossilizzata, lunga appena tre millimetri e in buono stato di conservazione, sono visibili persino la piccola testa e le ali. Ma sono state le sottili zampette ad attirare di più l’attenzione dei ricercatori, perché molto simili a quelle delle vespe.
Questo avallerebbe l’ipotesi che le api si siano evolute da antichissime vespe carnivore, cambiando nel tempo completamente la loro funzione biologica: da predatori a impollinatori. Si pensa, infatti, che quando le api sono apparse sulla Terra, siano comparsi anche i primi fiori. Trasformando, pian piano, il mondo vegetale, prima composto solo da conifere, capaci di riprodursi solo con l’aiuto del vento, che ne trasporta i semi.

Un po’ umana
E se certe caratteristiche fisiche dell’ape (almeno di quella antica), la accomunano alla “cugina” vespa, molto più sorprendente è il risultato delle analisi del suo DNA.
Proprio in questi giorni alcuni scienziati hanno completato la decodifica del genoma di un’ape occidentale, l’Apis mellifera, scoprendo che ha molte caratteristiche simili ai mammiferi e in particolare all’uomo. L’ape condivide con l'essere umano l’origine: anch’essa si è diffusa in Europa dall’Africa. Dividendosi, successivamente in due grandi ceppi occidentali. Il suo orologio biologico, inoltre, è molto simile a quello umano e controlla il senso del tempo, la navigazione, la divisione del lavoro e la “danza”, utile a fornire alle compagne importanti indicazioni sul cibo.

Forse intelligente
Ma c’è di più, alcuni scienziati dell’Illinois (Usa), si sono accorti che il loro cervello, non più grande di un puntino, “contiene” milioni di neuroni ed è controllato da un centinaio di neuropeptidi, cioè le stesse molecole organiche che governano la nostra attività cerebrale. L’ape è il quarto insetto di cui si conosce, attualmente, l’intero “corredo” dei geni. Gli altri sono: il moscerino della frutta, la zanzara e il baco da seta.

(Notizia aggiornata al 27 ottobre 2006)

 

27 ottobre 2006