Paludi e squame: rettili e anfibi d'Italia

Sono piccoli, si incontrano nei boschi, in montagna o in fiumi e torrenti: anfibi e rettili, sensibili all'inquinamento e alla distruzione dell'ambiente, sono importanti componenti della nostra fauna.

Lucertola tirrenica (Podarcis tiliguerta). Vive solo in Sardegna, Corsica e nelle isole minori vicine. Si può confondere con la lucertola campestre (vedi foto precedente) o con la lucertola di Bedriaga, che sono presenti nel suo stesso areale. Si distingue per la presenza di una striatura laterale e per le dimensioni più piccole. Come per gran parte delle lucertole, la colorazione è variabile e tende nei maschi al verde, e al bruno nelle femmine. Vive in diversi ambienti, dal livello del mare fino sopra i 1.500 metri. L'animale in foto è stato ripreso vicino alla costa mentre prendeva il sole su una roccia; sembrava consapevole del magnifico panorama. Le foto di questa gallery sono opera dei fotografi naturalisti Marco Colombo e Matteo Di Nicola e sono una selezione di quelle inserite nel libro Paludi e squame: rettili e anfibi d'Italia (per info: vedi ultima immagine della fotogallery).

Lucertola campestre (Podarcis siculus). Abita gran parte dell'Italia a eccezione delle regioni settentrionali, ed è tra le specie italiane più grosse del genere Podarcis. I colori sono molto variabili, dal verde al marrone al giallastro. Frequenta una grande varietà di ambienti, anche molto antropizzati, e non è intimorita dall'uomo. Non è in pericolo a differenza di tante altre specie di rettili.
 
Questo individuo è stato osservato in una campagna in prossimità di un trullo, caratteristica costruzione della Murgia pugliese.

Pelobate fosco (Pelobates fuscus). Un anfibio dalla larga bocca, che le conferisce un'espressione "buffa". È raro ed elusivo e si trova solo in pochi punti localizzati della Pianura Padana. Passa molto tempo sottoterra, ed esce allo scoperto soprattutto durante il periodo riproduttivo, di notte, in corrispondenza delle forti piogge di inizio primavera. Gli adulti migrano verso piccoli stagni o paludi, dove si accoppiano e depongono le uova.
 
In questa foto una femmina di pelobate nella radura di un bosco planiziale si appresta a raggiungere la palude dove deporrà le uova. L'atmosfera particolare è data dalle sagome degli alberi e dal cielo arancione, illuminato dalle aree antropizzate circostanti.

Ramarro occidentale (Lacerta bilineata). Una lucertola grossa e bella, dalla colorazione verde brillante. Vive praticamente tutto il territorio italiano a eccezione della Sardegna. Ama il caldo, e non è raro osservarla nei roveti e ai margini dei boschi durante le assolate giornate di primavera ed estate. I maschi hanno corpo e testa di dimensioni maggiori e in primavera è possibile osservare una intensa colorazione azzurra o blu nella gola.
 
Questa femmina è stata ripresa a fine estate in una pietraia le cui forme e colori, assieme a quelle del sauro, richiamano un'atmosfera quasi preistorica.

Saettone (Zamenis longissimus). Deve uno dei suoi nomi comuni (colubro di Esculapio) al dio greco della medicina, della quale è tradizionalmente considerato il simbolo. Serpente agile, vispo e possente, è tra i più lunghi delle specie italiane, e può superare i due metri. Sul dorso è giallo-verdastro o bruno. Si arrampica con facilità su arbusti e alberi, dove gira alla ricerca di uova e pulli di uccelli o roditori. Vive dai margini di bosco umido alle pietraie di tutta la penisola, a eccezione delle regioni meridionali e della Sicilia dove è sostituito dalla specie "occhi rossi" (Zamenis lineatus).
 
Specie non velenosa, è assolutamente innocuo per l'uomo benché (giustamente) mordace se importunato. Insomma, lasciatelo stare.

Salamandra pezzata (Salamandra salamandra). Discreta regina del sottobosco, è un anfibio timido ed elusivo; lo si trova prevalentemente nei giorni di pioggia o nelle ore notturne, quando si spinge nelle aree boschive che popola. Si muove lenta ma decisa in anfratti, cavità e al di sotto della lettiera di foglie, dove si nutre di anellidi, molluschi, insetti, crostacei e altri invertebrati del suolo.
 
La sua caratteristica colorazione vistosa avverte i predatori della sua velenosità. Il nero e giallo sono in proporzione variabile nelle due sottospecie in Italia. Nella sottospecie del nord è il nero a prevalere, con piccole macchie gialle. Nella sottospecie gigliolii (presente nell'Appennino centrale e meridionale) le macchie gialle occupano, in alcuni individui delle regioni più meridionali, quasi l'intero corpo.
 
L'individuo nella foto è a ridosso di uno dei torrenti a lento corso che utilizza per la deposizione: unico momento in cui questo anfibio terricolo ha un rapporto stretto con l'acqua.

Testuggine palustre europea (Emys orbicularis). La testuggine palustre europea è una bellissima specie, molto rara in Italia settentrionale (delta del Po a parte), ma ancora abbastanza comune nei corsi d'acqua e negli acquitrini del centro-sud e della Sardegna. Molti fattori la minacciano: il collezionismo, la cementificazione degli argini, il taglio degli alberi sulle rive dei fiumi e l'introduzione scellerata di specie aliene, come la testuggine dalle orecchie rosse (Trachemys scripta elegans) di origine americana, aggressive e competitrici.
 
In questo scatto, realizzato sott'acqua in una palude mediterranea, un individuo si appresta a risalire in superficie per respirare.

Tritone crestato italiano (Triturus carnifex). Le piccole pozze e le paludi italiane sono spesso abitate dai tritoni, anfibi dall'aspetto straordinario. Nel tritone crestato italiano, ad esempio, il maschio in periodo riproduttivo sfoggia un'incredibile cresta che lo rende simile a un drago in miniatura. Passano il periodo invernale spesso a terra, sotto grossi tronchi e pietre, per poi dirigersi a inizio primavera verso i bacini d'acqua, dove trascorrono il tempo sul fondo corteggiandosi con complessi rituali e nutrendosi di piccoli invertebrati.
 
Il ventre in entrambi i sessi di questa specie, come visibile in questa foto subacquea di una femmina in superficie, è di un bellissimo colore arancione vivo, con macchie scure.

Vipera dal corno (Vipera ammodytes). Il Friuli Venezia Giulia e alcune aree dell'Alto Adige e del Veneto vantano la presenza di una delle più belle e affascinanti specie di serpente europeo, la vipera dal corno. Il suo sguardo e la forma del capo, dotato di un cornetto morbido rivestito da squame, le danno un aspetto inconfondibile.
 
La colorazione dorsale è solitamente grigia nei maschi e grigia, bruna o rossastra nelle femmine. L'ornamentazione (meno contrastata nelle femmine) è generalmente costituita da una spessa fascia scura a zig-zag. Ama il caldo e vive in ambienti calcarei del settore alpino e prealpino delle regioni citate. Il veleno di questa specie è ritenuto uno dei più pericolosi tra quello delle vipere europee. Nonostante ciò si tratta di un animale schivo; alla vista dell'uomo preferisce la fuga, per cui ogni sorta di persecuzione e offesa nei confronti di questa splendida specie, sempre più localizzata, è solo frutto di ignoranza.

Vipera delle Alpi, varietà concolor (Vipera aspis atra). Le popolazioni della vipera comune sono caratterizzate da un'estrema variabilità nella livrea e nelle colorazione di fondo dei singoli individui. Normalmente, comunque, le vipere mostrano sul dorso, dalla testa alla coda in senso longitudinale, un disegno a zigzag di colore scuro, molto in contrasto con il colore di fondo, a eccezione degli individui completamente neri o quasi. Il disegno dorsale sembra serva a mimetizzarsi tra le luci e le ombre della vegetazione, ma studi più recenti sembrano indicare che esso sia più utile per spaventare rapaci e altri uccelli, perché associato a specie velenose.
 
L'individuo in questa foto, fotografato in Piemonte (dove, non lo riveliamo per evitare catture) ha un colore grigio-argento privo di qualunque ornamentazione. È una vipera affetta da una mutazione genetica (il fenomeno su alcuni testi è detto flavinism

La raccolta fotografica Paludi e squame: rettili e anfibi d'Italia nasce dalla passione per i rettili e gli anfibi e dal desiderio di far conoscere bellezza, importanza e varietà delle specie italiane, nonché la necessità di proteggerle. È il primo libro di questo genere in Italia e mostra rane, rospi, tritoni, salamandre, testuggini, lucertole e serpenti nei loro ambienti naturali, in scatti ottenuti nel corso di molti anni di ricerche da parte degli autori, i naturalisti e fotografi Marco Colombo e Matteo Di Nicola. Questo lavoro è stato realizzato con il contributo del Parco Locale di Interesse Sovracomunale Rile-Tenore-Olona (Lombardia) e il patrocinio della Societas Herpetologica Italica (SHI).
 
Paludi e squame: rettili e anfib

Lucertola tirrenica (Podarcis tiliguerta). Vive solo in Sardegna, Corsica e nelle isole minori vicine. Si può confondere con la lucertola campestre (vedi foto precedente) o con la lucertola di Bedriaga, che sono presenti nel suo stesso areale. Si distingue per la presenza di una striatura laterale e per le dimensioni più piccole. Come per gran parte delle lucertole, la colorazione è variabile e tende nei maschi al verde, e al bruno nelle femmine. Vive in diversi ambienti, dal livello del mare fino sopra i 1.500 metri. L'animale in foto è stato ripreso vicino alla costa mentre prendeva il sole su una roccia; sembrava consapevole del magnifico panorama. Le foto di questa gallery sono opera dei fotografi naturalisti Marco Colombo e Matteo Di Nicola e sono una selezione di quelle inserite nel libro Paludi e squame: rettili e anfibi d'Italia (per info: vedi ultima immagine della fotogallery).