In California e Nevada molti esemplari di orso nero soffrono di una malattia cerebrale non identificata che li priva del senso del pericolo. E li rende all'apparenza divertenti...

L'orso nero è uno degli animali simbolo del nord America, diffuso in molte regioni del nord degli Stati Uniti e onnipresente in tutte quelle del Canada, dove è abbastanza normale girare con in tasca una bomboletta di spray anti-orso per le emergenze. In questi ultimi anni, però, sempre più persone in nord America si ritrovano a confrontarsi con una situazione inusuale: un incontro con un orso nero che non ha paura degli esseri umani, a cui si avvicina con fiducia, come se fosse un cane.

California e nevada. Potrebbe sembrare quasi una cosa piacevole, se non fosse in realtà lo specchio di un problema neurologico grave dell'animale, un problema per altro ancora non del tutto identificato: ne ha parlato di recente il Department of Fish and Wildlife della California che è, insieme al Nevada, uno dei due Stati americani più colpiti da questa (probabilmente) nuova patologia cerebrale.

I primi casi di, chiamiamoli così, "orsi senza paura" risalgono addirittura al 2014, ma è solo negli ultimi tre anni che i numeri sono aumentati al punto da preoccupare le autorità. Nel 2019, per esempio, questo video nel quale si vede un orso che gioca con lo snowboard, diventò virale su Instagram e YouTube – ovviamente per i motivi sbagliati, perché quelle che sembrano immagini buffe sono in realtà solo i primi sintomi di una malattia che, come ipotizzato da uno studio già l'anno scorso, potrebbe avere origine virale.

Comportamenti preoccupanti. Oltre alla loro apparente impavidità, infatti, gli orsi neri malati mostrano altri comportamenti ben più preoccupanti: letargia, perdita di peso, tremori a tutto il corpo e soprattutto alla testa.

Tutti segnali che indicano un coinvolgimento del cervello nella patologia, e infatti tutti gli orsi malati che sono stati studiati hanno mostrato segni di encefalite, cioè un'infezione che causa tra le altre cose gonfiore al cervello – con tutte le conseguenze sopra descritte. Nel già citato studio pubblicato su PLOS si legge che in tutti gli esemplari analizzati sono state trovate le prove della presenza di almeno cinque virus ancora sconosciuti, presenti nel fegato, nella milza e, soprattutto, nel cervello.

Altamente probabile. Non ci sono ancora prove che i sintomi siano causati da uno di questi nuovi virus, ma la probabilità è molto alta, anche perché la patologia ha parecchi punti in comune con un'altra malattia nordamericana di origine virale che colpisce gli ungulati, la CWD (Chronic Wasting Disease, nota anche come "malattia del cervo zombie"). Una cosa è certa: se siete in America o in Canada e vedete un orso nero che vi si avvicina con fare amichevole, non è perché gli fate simpatia, ma perché è malato.

12 aprile 2021 Gabriele Ferrari
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