Animali

Orso e uomo: amici o nemici?

In montagna non c'è estate che non ci sia un allarme per un orso diventato, si dice, pericoloso: perché succede? Che fare in caso di incontro ravvicinato?

Prima, lo scorso luglio, Papillon, l'orso che in Trentino si è liberato dal radiocollare facendo perdere le sue tracce, almeno finora; poi, pochi giorni fa, l'esemplare M57, catturato dopo l'aggressione a un carabiniere ad Andalo. Infine, l'avvistamento in Val di Conceri, davanti a uno chalet, di un giovane orso apparso per qualche secondo a dei turisti per poi scappare di nuovo nel bosco. E così, come, ogni estate, si riapre la questione: l'uomo e l'orso possono convivere? Quali rischi ci sono per l'uomo? È possibile evitarli?
 
Convivenza millenaria. L'uomo e l'orso bruno comune o eurasiatico (Ursus arctos arctos) convivono da migliaia di anni, anche se a giudicare da quello che succede ogni estate in Italia non si direbbe. Il copione è sempre lo stesso: una persona si avvicina troppo a un orso (quasi sempre a un'orsa con cuccioli da proteggere), viene attaccata, l'animale viene dichiarato pericoloso e se ne invoca l'abbattimento. In altre parole, l'orso va bene finché non ha nulla a che fare con noi.

Convivenza orso e uomo, Focus 335
L'articolo di Gabriele Ferrari "Faccia a faccia" - del quale leggete qui un estratto - mette a confronto le caratteristiche dell'orso e dell'uomo. È pubblicato su Focus 335, settembre 2020 (qui la versione digitale). © Focus

Il rischio zero non esiste. «L'orso è ovunque una specie simbolo», afferma Marco Galaverni, di WWF Italia, «ma è anche una specie in pericolo critico, con solo due popolazioni isolate di poche decine di individui, sulle Alpi e in Abruzzo. È una specie tutelata, ma può diventare "problematica" se l'uomo non si comporta correttamente: per esempio se gli lascia a disposizione del cibo non custodito, che attira gli animali, o se frequenta le zone più delicate del suo areale nei momenti critici per la specie.»
 
Ma abbattere un orso problematico non è mai una soluzione: «È come tamponare i sintomi di una malattia senza curarne le cause», aggiunge Galaverni. La coesistenza tra uomo e orso è possibile, ma «si costruisce giorno per giorno con informazione capillare, prevenzione e comportamenti corretti. E ricordandosi sempre che il rischio zero non esiste, ma che tutelare l'orso significa tutelare l'intero ecosistema: da una natura in salute dipendono le basi della nostra stessa sopravvivenza».

Cosa fare se si incontra un orso (e cosa non fare)

 

  • Non seguite le tracce dell'orso: rispettate il suo bisogno di tranquillità.
  • Se avvistate da lontano un orso, godetevi la scena: non tentate di avvicinarlo.
  • Vicino alle baite, custodite gli avanzi dei pasti in modo che l'orso non possa raggiungerli.
  • Quando attraversate boschi dove è segnalata la presenza di un orso, fate un po' di rumore camminando. L'orso ha sensi molto sviluppati, ed evita l'uomo quando ne avverte la presenza.
  • Se l'orso si alza in piedi e annusa è solo per identificare meglio ciò che lo circonda, non è un segno di aggressività.
  • Se incontrate dei cuccioli, allontanatevi con cautela ripercorrendo i vostri passi.
  • Se lo incontrate a breve distanza, stare calmi e non allarmate l'orso gridando o facendo movimenti bruschi.
  • Se opportuno tornate indietro lentamente, non correte. La corsa può indurre un inseguimento, come succede spesso con i cani.
  • Per quanto vi possa sembrare bizzarro, siete voi a dover lasciare all'orso una via di fuga - un percorso sicuro per allontanarsi - altrimenti si sentirà in trappola...

 

25 agosto 2020
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