Animali

Orsa Daniza: che cosa c'è da sapere per capire la vicenda

L'episodio dell'orsa Daniza, che ha ferito un cercatore di funghi in Trentino, ha dato il via a una vera e propria guerra, pro o contro l'orso. Ma dove sta la realtà? E le politiche di protezione della natura?

Ha scatenato l'immaginario e l'indignazione, l'allarme e la paura. L'aggressione dell'orsa Daniza a un cercatore di funghi nei pressi di Pinzolo (Trento) è un episodio che segna un salto di qualità nel rapporto tra uomo e natura, almeno in Italia. Daniza è un'orsa trasferita nel 2000 dalla Slovenia (dove la popolazione di orsi è ben più numerosa che in Italia) nei boschi del Trentino, nell'ambito del progetto Life Ursus.

Il progetto, nato a livello europeo, è stato un successo, anche perché preceduto da molti anni di preparazione e di studi di fattibilità da parte di esperti e autorità. La popolazione di orsi del Trentino è formata da quasi 50 animali (censimento del 2014), in perfetta salute. La più anziana è proprio Daniza, che ha circa 19 anni e si è riprodotta più volte nel corso degli anni.

Incontri fatali. Il progressivo aumento del numero di orsi non poteva che far crescere anche le possibilità di incontri con l'uomo. Tuttavia quello che è successo a Daniele Maturi, il cercatore di funghi, è il primo vero episodio di ferimento.

«Non è un comportamento anomalo. La persona ha sorpreso l'orsa, entrando nello spazio vitale di una madre con dei piccoli», commenta Joanna Schönenberger, esperta di orsi dei Wwf della catena alpina: «l'orsa e i piccoli si sono sentiti minacciati, e la risposta della madre è molto spesso di aggressione».

Questi attacchi, però, come accade per elefanti, gorilla e altri grossi animali, si risolvono per lo più in un grande bluff, con barriti, urla, sbuffi e poco altro; Daniza aveva già "assalito" un turista qualche anno fa, senza peraltro toccarlo, e si era avvicinata altre volte alle case, con pochi danni. Per Schönenberger, «se avesse voluto uccidere l'uomo, non avrebbe avuto problemi. Ma voleva solo spaventarlo e allontanarlo dai piccoli».

Aggressione o difesa? Assalire e abbattere un intruso che non è una preda non è nell'interesse dell'orsa; sprecherebbe tempo ed energia per uccidere un animale di cui non saprebbe che farsi, col rischio di ferirsi e quindi lasciare i cuccioli in un pericolo ancora maggiore.

Un comportamento normale, quindi, che però fa rientrare l'orsa con cuccioli in una delle categorie più pericolose (da 1 a 20, è attorno a 16). La situazione inoltre era molto particolare, perché in quel momento la valle era investita da una pioggia battente che impediva sia all'uomo sia all'animale di sentire bene i rumori. La sorpresa è quindi sempre possibile. «Se non è stato un comportamento pericoloso da parte dell'orsa», aggiunge Schönenberger, «forse si è trattato di un po' di avventatezza da parte del cercatore di funghi; non lo sappiamo. L'attacco è in fondo l'ultima speranza di una madre». Si è insomma trattato di una reazione difensiva, non aggressiva o predatoria nel vero senso della parola.

E adesso? Certo è che Daniele Maturi è stato ferito dall'orsa. Le reazioni successive sono state le più varie: da chi proponeva l'abbattimento dell'animale a chi diceva di lasciarlo stare. In seguito a un'ordinanza della provincia di Trento che imponeva la cattura dell'orsa, sono nate petizioni online che spingevano per "lasciarla in pace, lei e i cuccioli". O altri che proponevano di sospendere il progetto di reintroduzione della specie sulle montagne trentine, a volte con accenti truculenti. L'ordinanza di cattura, coerente col progetto Life Ursus, ha alle spalle anche il parere degli esperti del Ministero dell'ambiente, che ritengono l'atto il modo migliore per risolvere la situazione e non compromettere la riuscita del progetto.

Una vita da cuccioli. Se anche si riuscisse a catturare l'orsa e portarla nel recinto (non più grande di un paio di campi da calcio) quello che rende dubbiosi alcuni ambientalisti è la sorte dei cuccioli. Secondo Osvaldo Negra, referente locale del Wwf Trentino: «Ci sono in letteratura casi di cuccioli di 8 mesi che sopravvivono anche senza la madre, ma può succedere che i piccoli si riducano prima o poi a frugare nei rifiuti o nei cassonetti dei paesi».

Il risultato sarebbe la perdita, per il progetto, di ben 3 animali. Altri invece fanno notare invece che in alcuni casi (com'è accaduto per gli orsi della Cantabria, in Spagna) piccoli di sette-otto mesi sono sopravvissuti, pur con una modifica del loro comportamento.

Quando l’orso può essere pericoloso

L'orso bruno non è pericoloso se non in rare e particolari condizioni:

  • esemplari feriti,
  • femmine con i cuccioli,
  • esemplari sorpresi su carcasse o altre fonti di cibo,
  • esemplari sorpresi all'improvviso, spaventati,
  • esemplari disturbati in tana,
  • in generale, esemplari che si avvicinano troppo alle abitazioni.

Gli orsi non sono Yoghi. La questione si trasforma quindi da puramente naturalistica in politica. Da una parte c'è chi vede l'orso come un ostacolo alla presenza dell'uomo in montagna, dall'altra ambientalisti e animalisti difendono l'orsa e i cuccioli; la specie, dicono, è importante per la naturalità e la biodiversità della regione. Come afferma ancora Osvaldo Negra: «Se Daniza è pericolosa, potenzialmente lo è ogni femmina di orso». Nel caso particolare la proposta del Wwf e di altre associazioni è di monitorare attentamente il comportamento di Daniza in futuro, senza relegarla in un recinto, e di condurre una campagna per far capire come la presenza di grossi predatori sulle montagne dovrebbe indurre a cambiare il nostro rapporto con la natura. «Un po' di attenzione in più nel fare escursionismo o raccolta di funghi, che eviti il verificarsi di condizioni come quelle che hanno portato all'incontro con Daniza. Non si vive in una situazione di allarme, ma in un contesto in cui quando si va in giro per i boschi bisogna farsi sentire. Tutto qua», conclude Negra.

Convivere con gli orsi. Secondo tutti gli esperti, da una parte e dell'altra, la convivenza con l'orso e altri animali è quindi possibile, senza isterismi e voglia di "giustizia", e senza adottare soluzioni sbrigative o demagogiche, come quella di abbattere Daniza (che pure era stata proposta).

Le due posizioni a questo punto sono:

  • quella del Wwf, che propone il monitoraggio attento, e
  • quella di altri esperti della specie, che pensano che il "confino" e l'abbandono a se stessi dei due cuccioli sia uno scotto da pagare se vogliamo che l'intero progetto possa proseguire.

Nota di settembre 2014
Il dibattito sulla sorte di Daniza non è durato a lungo: sottoposta infine a un'ordinanza di cattura, l'orsa Daniza è stata catturata e sedata, ma non è sopravvissuta alla narcosi.

20 agosto 2014 Marco Ferrari
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