Orche in cattività imparano il linguaggio dei delfini

I cetacei hanno dimostrato di essere portati per le "lingue straniere": in particolare, quella dei cugini tursiopi. Una capacità che favorirà la sopravvivenza della loro specie.

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Due orche fotografate al largo della British Columbia, Canada.|Ray Morris, Flickr

Che si tratti di guaiti, gracidii o miagolii, la maggior parte delle specie animali usa, per comunicare, un innato repertorio di suoni determinato geneticamente.

 

Una manciata di specie - uomo incluso - gode, tuttavia, di un "dono" in più: la capacità di imitare nuovi suoni e riprodurli nel contesto appropriato. Una dote nota come apprendimento vocale considerata colonna portante delle nostre abilità linguistiche, e già osservata in passato nei pipistrelli, in alcuni uccelli, in balene e delfini.

 

Poliglotte. Una nuova ricerca dell'Università di San Diego (California) dimostra che anche le orche fanno parte di questa ristretta schiera di eletti: alcuni di questi cetacei, vissuti a stretto contatto con delfini tursiopi, hanno appreso gli elementi della comunicazione vocale tipici del "delfinese". Si sono quindi mostrate capaci di un apprendimento vocale interspecie.

 

inflessioni tipiche. Le orche (Orcinus orca) comunicano mediante un complesso repertorio vocale che comprende fischi, click (come per i delfini), ma soprattutto chiamate a impulsi, brevi blocchi di suono intervallati da pause di silenzio. Gli esemplari che vivono nello stesso gruppo producono suoni dalle caratteristiche specifiche, chiamati, con un termine a noi familiare, "dialetti".

 

I biologi marini sospettavano da tempo che questi dialetti fossero appresi, e non determinati geneticamente. Una circostanza di convivenza tra orche e delfini in cattività in un delfinario ha dato modo di provare questa ipotesi. I ricercatori hanno analizzato i repertori vocali di 10 orche, 3 delle quali vissute per anni a stretto contatto con alcuni delfini tursiopi (Tursiops truncatus).

 

Chi va con lo zoppo... Il 95% dei 1551 vocalizzi emessi dalle orche vissute per conto proprio è risultato, come prevedibile, costituito dalle chiamate a impulsi tipiche dell'orchese. Ma le orche che avevano convissuto a stretto contatto con i cugini tursiopi hanno emesso molti più fischi e click, suoni caratteristici del linguaggio dei delfini, e meno chiamate a impulsi. Un'orca ha persino appreso dai delfini un particolare richiamo, simile a un cinguettio, che gli addestratori umani avevano insegnato ai cetacei. Il tutto, senza che l'orca avesse mai incontrato i trainer.

 

Se ti adatti, sopravvivi. Per i ricercatori questa è la prova delle elevate capacità di plasticità vocale delle orche, e dell'alta motivazione che questi animali hanno nell'apprendere lo stesso tipo di linguaggio degli esemplari vicini.

 

Queste doti potrebbero tornare di grande aiuto agli animali nei casi - sempre più frequenti - di disgregazione dei loro gruppi causati da disastri creati dall'uomo, come perdite di petrolio, uccisioni illegali, cambiamenti climatici e distruzione dell'habitat. La capacità di socializzazione, che passa anche attraverso il linguaggio, si rivelerà vitale nella sopravvivenza di questa specie.

 

10 Ottobre 2014 | Elisabetta Intini