Animali

I pirati dello Stretto di Bering

Bande di orche tormentano i pescatori nelle fredde acque dell'Alaska: prendono di mira le barche più cariche, le inseguono e le depredano del tutto, tramandando l'arte alle giovani generazioni.

Una logorante battaglia con tanto di furti e appostamenti è in corso nelle acque dello Stretto di Bering, nell'Oceano Pacifico. I nemici sono le orche (Orcinus orca), che hanno imparato a prendere di mira le barche dei pescatori e a inseguirle per depredarne le reti.

Pare non sia una replica marinara delle lamentele contro i lupi, che sarebbero, a sentire gli allevatori di molte parti del mondo, Italia compresa, responsabili di stragi di bestiame - anche se è dimostrato che non è vero. Gli attacchi in mare, invece, sembra avvengano per davvero, e con una frequenza e un'aggressività preoccupanti.

Pirati! Secondo John Moran, biologo della NOAA, i mammiferi marini hanno imparato ad approfittare del bottino di alcune specifiche imbarcazioni per ottenere cibo senza la fatica della caccia - in particolare halibut e carbonaro dell'Alaska, pesci che abbondano in queste acque. Soprattutto, avrebbero imparato a riconoscere la sagoma delle barche per la pesca con il palangaro o palamito, che garantisce abbondanti quantità di pescato.

Una giornata di lavoro per una di queste barche può garantire dalle 9 alle 13 tonnellate di halibut che rimane attaccato agli ami... salvo quando viene divorato dalle gang di orche che puntano le lenze cariche - e, cosa ancora più straordinaria, insegnano a fare altrettanto alla loro prole.

Un pescatore ha recentemente raccontato di essere stato inseguito da una banda di 50 orche e di aver consumato oltre 15 mila litri di carburante nel tentativo di scappare e salvare il pescato: una fuga durata quasi due giorni, terminata con la "resa" della barca, che dichiara di avere infine dovuto rinunciare complessivamente a oltre 5.400 kg di pescato.

Giriamo alla larga... Nelle acque occidentali dell'Alaska ci sarebbero attualmente 1.475 orche (ma lo stesso comportamento pare sia messo in atto anche dai capodogli). I tentativi di allontanarle con i sonar finora non sono serviti: più efficaci sono i sistemi di rilevazione satellitare che permettono ai pescatori di localizzare in anticipo i pirati, ed evitare di incrociarne la strada.

25 giugno 2017 Elisabetta Intini
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