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Jogging: non è un'invenzione nostra, ma degli australopitechi

Correre non è un'invenzione di Homo sapiens: la nostra famiglia fa jogging da un milione di anni prima di quanto credessimo.

Corsa al parco
Il jogging? Non è un'invenzione moderna. | Shutterstock

Qual è stata la prima scimmia antropomorfa a correre su due gambe? La domanda ha sempre avuto, finora, una risposta semplice: siamo stati noi, Homo sapiens, a evolvere le strutture necessarie alla corsa, più o meno 2 o 3 milioni di anni fa.

 

Un nuovo studio condotto dalla University of South California suggerisce però che la risposta sia sbagliata, e che la paternità dell'invenzione del jogging non sia nostra, ma di un altro ominide, Australopithecus afarensis, che avrebbe cominciato a correre un milione di anni prima rispetto ai nostri diretti antenati. La prova? È nel tendine d'Achille.

Camminare! Correre! Non è facile evolversi da quadrupedi a bipedi, figuratevi imparare a correre, un'impresa che ha richiesto ai nostri antenati diversi adattamenti per poter funzionare al meglio. Sappiamo che la camminata bipede è comparsa, nel nostro "ramo" della famiglia, più o meno 10 milioni di anni fa, con Rudapithecus, e finora si credeva che i primi corridori fossero stati dei rappresentanti del genere Homo, nello specifico Homo erectus.

 

Ellison McNutt, prima autrice dello studio, è andata in cerca di prove di questa teoria affidandosi a quello che è uno degli adattamenti anatomici più importanti per l'evoluzione della corsa: il tendine d'Achille, che nel genere Homo è una struttura allungata, in grado di trattenere e rilasciare molta energia in modo esplosivo, che permette agli ominidi di correre in maniera rapida ed efficiente.

 

Il segreto del tallone. E ha scoperto che, se è vero che i tendini non si fossilizzano ed è dunque difficile stabilire quanto fosse lungo negli ominidi pre-sapiens, è anche vero che la struttura si appoggia su una fossetta ossea presente sul tallone, la cui dimensione è direttamente proporzionale alla lunghezza del tendine stesso. E analizzando i resti di Australopithecus afarensis, un ominide che è comparso circa 4 milioni di anni fa, ha calcolato che il suo tendine d'Achille aveva una lunghezza paragonabile al nostro, e che dunque è stato con ogni probabilità questo nostro antenato (scomparso 3 milioni di anni fa) a inventare la corsa su due gambe.

 

21 marzo 2020 | Gabriele Ferrari