Focus

Nella mente di uno scimpanzé

Gli scimpanzé "leggono" nella mente dei loro simili. O meglio, quando comunicano, tengono conto dello stato mentale dei loro simili. Un recente esperimento spiega come la "teoria della mente" sia nell'intelligenza di questi primati.

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I nostri cugini africani, gli scimpanzé, non smettono di stupire. Un lungo e complesso esperimento fatto in natura ha infatti dimostrato che la comunicazione fra di loro tiene anche conto dello stato mentale del “ricevente”. Di fronte a un pericolo, infatti, gli appartenenti a un branco di queste scimmie avvisano gli altri, ma lo fanno con cognizione di causa, “leggendo” nella mente dei compagni.

 

In primo piano

Falsi pericoli
Cosa è accaduto? I ricercatori hanno sparso nel territorio di un gruppo i modellini di plastica di serpenti molto pericolosi, e hanno aspettato che alcuni scimpanzé si accorgessero della presenza del pericolo. Hanno poi registrato cosa accade quando un individuo vede il serpente in presenza di un amico. Secondo la classica concezione del comportamento animale, la reazione al pericolo avrebbe dovuto essere sempre uguale, quasi automatica: vedo un serpente, lancio un grido d'allarme, dovunque io sia.

Aiuto intelligente
Invece le scimmie hanno modulato il loro comportamento in relazione a coloro che avevano di fronte: se sapevano che il loro compagno di branco aveva già visto il serpente, non sprecavano sforzi ad avvisarlo. Se invece pensavano che l'amico fosse all'oscuro del pericolo, si impegnavano per gridare e avvertirlo della presenza del serpente. Questo significa che nel momento di lanciare un grido d'allarme tenevano presente lo stato mentale del compagno: avevano cioè quella che gli studiosi definiscono una “teoria della mente”.
Un esperimento che forse schiude nuove prospettive sullo studio del linguaggio umano: forse i nostri antenati sono stati spinti a comunicare per fornire ai loro simili informazioni sull'ambiente di cui la controparte non era a conoscenza. Da lì a un linguaggio complesso e simbolico, il passo è (relativamente) breve.

Il video
In queste incredibili immagini raccolte dai ricercatori. I due adulti maschi Kato e Nick camminano lungo un sentiero. Kato è 20 metri davanti a Nick. Kato si spaventa vedendo il serpente che si trova sul bordo del sentiero, e produce poi una serie di hoo di avviso. Si gira poi a guardare Nick, producendo un hoo di avviso più forte.
Nick, il maschio alfa, ora a circa 10 metri, si ferma, si siede senza avvicinarsi ulteriormente perché messo in guardia dal segnale più forte. Poco dopo Nick fa una deviazione, si inoltra nella foreste e riprende la strada dopo aver superato il luogo dove c'è il serpente finto. Nick di fatto non vede mai il "serpente".

 
In primo piano

Falsi pericoli
Cosa è accaduto? I ricercatori hanno sparso nel territorio di un gruppo i modellini di plastica di serpenti molto pericolosi, e hanno aspettato che alcuni scimpanzé si accorgessero della presenza del pericolo. Hanno poi registrato cosa accade quando un individuo vede il serpente in presenza di un amico. Secondo la classica concezione del comportamento animale, la reazione al pericolo avrebbe dovuto essere sempre uguale, quasi automatica: vedo un serpente, lancio un grido d'allarme, dovunque io sia.

Aiuto intelligente
Invece le scimmie hanno modulato il loro comportamento in relazione a coloro che avevano di fronte: se sapevano che il loro compagno di branco aveva già visto il serpente, non sprecavano sforzi ad avvisarlo. Se invece pensavano che l'amico fosse all'oscuro del pericolo, si impegnavano per gridare e avvertirlo della presenza del serpente. Questo significa che nel momento di lanciare un grido d'allarme tenevano presente lo stato mentale del compagno: avevano cioè quella che gli studiosi definiscono una “teoria della mente”.
Un esperimento che forse schiude nuove prospettive sullo studio del linguaggio umano: forse i nostri antenati sono stati spinti a comunicare per fornire ai loro simili informazioni sull'ambiente di cui la controparte non era a conoscenza. Da lì a un linguaggio complesso e simbolico, il passo è (relativamente) breve.

Il video
In queste incredibili immagini raccolte dai ricercatori. I due adulti maschi Kato e Nick camminano lungo un sentiero. Kato è 20 metri davanti a Nick. Kato si spaventa vedendo il serpente che si trova sul bordo del sentiero, e produce poi una serie di hoo di avviso. Si gira poi a guardare Nick, producendo un hoo di avviso più forte.
Nick, il maschio alfa, ora a circa 10 metri, si ferma, si siede senza avvicinarsi ulteriormente perché messo in guardia dal segnale più forte. Poco dopo Nick fa una deviazione, si inoltra nella foreste e riprende la strada dopo aver superato il luogo dove c'è il serpente finto. Nick di fatto non vede mai il "serpente".

16 gennaio 2012 | Marco Ferrari