Animali

Forse gli inventori della musica non siamo noi umani

Nella discussione sulle origini della musica, una nuova ipotesi: l'invenzione si deve forse ai primati ed è legata all'abilità di saltare tra gli alberi.

Com'è nata la musica e perché? Ma anche: che cos'è, la musica, e chi l'ha inventata? I canti degli uccelli sono classificabili come musica oppure il termine si applica solo alla produzione umana? Le domande che orbitano attorno alla musica sono tante, ogni anno spuntano nuove teorie che provano a dare risposte, talvolta sono contrasto tra loro, e in qualche caso ci costringono a ripensare quello che sappiamo.

Siamo noi gli inventori o... Una delle domande più importanti tra quelle ancora senza risposta è: la musica è stata inventata da noi umani, oppure i nostri primi vocalizzi hanno un collegamento con quelli dei nostri parenti primati? Un nuovo studio pubblicato su bioRxiv propone una risposta, che collega il canto con le capacità acrobatiche di una specie.

Secondo David Schruth, primo autore dello studio, e i suoi colleghi, le origini della musica e del canto risalgono a circa 50 milioni di anni fa, quando comparvero i primi primati. I nostri antenati vivevano nella foresta, e si muovevano saltando di albero in albero toccando terra il meno possibile – un metodo di locomozione rapido ma anche pericoloso, che richiede grande coordinazione e controllo del proprio corpo per non risolversi in una rovinosa caduta al suolo. Il team di Schruth ha studiato le vocalizzazioni emesse da più di 50 diverse specie di primati, e ha scoperto che più una specie si affida alla locomozione arborea per spostarsi, più utilizza per comunicare richiami complessi e definiti (nello studio) "protomusicali".

L'interpretazione del team della Washington State University è che un richiamo modulato, complesso e musicale è una dimostrazione indiretta del fatto che l'animale in questione ha grande controllo sui suoi muscoli, compresi quelli che servono per non precipitare a terra saltando tra un albero e l'altro. Il canto umano, quindi, sarebbe un'evoluzione di questi richiami, e sarebbe nato come una sorta di autopromozione.

Accordi e disaccordi. Schruth è convinto che ci sia una continuità evolutiva tra i richiami dei primati e il canto umano, ma spiega anche che l'interpretazione proposta dal suo studio dipende anche, come sempre quando si parla di musica, dal significato che si dà alla parola: ci sarà sempre chi sostiene che i richiami dei primati non siano musica e individua una discontinuità tra i versi degli animali e il canto umano; per loro la musica resta un'invenzione esclusivamente umana e difficilmente potrà accettare questa teoria.

25 gennaio 2021 Gabriele Ferrari
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