Animali

Mezzo milione di mitili neozelandesi sono stati cotti vivi dal caldo

Una moria di massa di mitili nella regione neozelandese del Northland è probabilmente collegata ai cambiamenti climatici.

Fa talmente caldo che si potrebbe friggere un uovo sul marciapiede, è un modo di dire, ed è ora di aggiornarlo (e non perché il clima si è sistemato): fa talmente che si potrebbero cuocere le cozze sulla spiaggia. È successo, purtroppo per davvero, in Nuova Zelanda, nella regione del Northland, su una spiaggia di North Island, dove si trova tra l'altro la città di Auckland: circa 500.000 mitili sono morti letteralmente cotti vivi dal sole in una regione che non vede una goccia di pioggia da più di un mese e che sta attraversando una delle siccità peggiori della sua storia.

Cottura a fuoco rapido. La siccità che sta colpendo la regione del Northland è associata tra l'altro a temperature insolitamente alte, e ha già causato qualcosa come 40 giorni senza una goccia di pioggia, un record assoluto per la zona. Questo rende la vita degli organismi marini nelle aree intertidali (quelle che sono direttamente influenzate dall'altezza della marea, e dunque non sono sempre bagnate) più difficile di quanto già non sia: vivere al limite della marea significa sopportare ogni giorno qualche ora di assenza d'acqua, e se durante queste ore la temperatura è più alta del solito animali e piante ne soffrono, fino a morirne. È esattamente quello che è successo ai bivalvi neozelandesi: dire che sono stati cotti vivi non è un'esagerazione sensazionalistica.

Mitili e non solo. I bivalvi protagonisti della moria di massa non sono gli unici animali che stanno soffrendo le condizioni climatiche estreme della Nuova Zelanda: ci sono per esempio testimonianze di kiwi (gli uccelli) morti di sete, oltre che carenze idriche che colpiscono gli esseri umani. Né la situazione dà segni di miglioramento: quelle attuali potrebbero essere le nuove condizioni a cui flora e fauna dovranno abituarsi. La scomparsa dei mitili, però, potrebbe avere un impatto enorme sull'ecosistema locale, e secondo Andrew Jeffs, biologo marino di Auckland, i bivalvi potrebbero sparire completamente dalle zone di barriera corallina, a loro volta a rischio di venire distrutte dai cambiamenti climatici.

5 marzo 2020 Gabriele Ferrari
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