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Maternese: la lingua di tutte le mamme

Versi e smorfie... non solamente gli umani si fanno notare per quel buffo parlare con i loro "cuccioli". Lo fanno anche alcune scimmie. E una recente ricerca suggerisce che non lo fanno solamente...

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Maternese: la lingua di tutte le mamme
Versi e smorfie... non solamente gli umani si fanno notare per quel buffo parlare con i loro "cuccioli". Lo fanno anche alcune scimmie. E una recente ricerca suggerisce che non lo fanno solamente per rassicurare i piccoli o le altre mamme del gruppo.

 

Il baby talking è "rassicurante" e... educativo. Per le future mamme.

 


Capita spesso di sentire le mamme rivolgersi ai loro bimbi con quel particolare tono di voce acuto e cantilenante e con parole semplici, spesso pronunciate così come potrebbe storpiarle un bambino di pochi mesi. Questo linguaggio, che gli psicologi chiamano "baby talking" o "maternese" (lingua della mamma), è da tempo ben noto alla scienza, che ha dimostrato come esso sia diffuso anche tra le femmine di altri primati, ad esempio le scimmie rhesus. Quando sono in presenza dei piccoli, questi animali emettono infatti particolari suoni nasali ripetuti che, secondo la teoria finora più accreditata, servono a rassicurare le altre mamme delle buone intenzioni della femmina che li emette. «Questo perché le femmine più giovani», spiega Dario Maestripieri, dell'Università di Chicago, «possono talvolta essere pericolose e "maldestre" con i piccoli di altre femmine.»

Versi per gioco
Una ricerca appena presentata da una collega di Maestripieri, Jessica Whitham, sembra però dimostrare qualcosa di diverso. La ricercatrice ha studiato per un anno il comportamento di 19 esemplari femmina giungendo alla conclusione che il maternese delle rhesus non è rivolto alle altre femmine, ma ai loro piccoli. Inoltre dallo studio è emerso che non c'è un legame tra comportamento minaccioso e linguaggio. E allora, perché le scimmie femmina comunicano con i piccoli facendo le "vocine"? Il baby talking avrebbe per le rhesus la stessa funzione che ha per noi: attirare l'attenzione dei piccoli, stimolarli al gioco e alla relazione con gli adulti. Insomma, una funzione educativa e ludica al tempo stesso. Inoltre, come afferma Dean Falk, studioso del comportamento dei primati alla Florida State University a Tallahassee, «è vantaggioso per una femmina senza prole giocare con i piccoli: la prepara a quando ne avrà anche lei».

 

30 agosto 2007