Animali

Mamma guarda: una foglia! Anche gli scimpanzé mostrano ai loro simili oggetti d'interesse

Pensavamo di essere gli unici a richiamare l'attenzione altrui sulle cose che ci piacciono. Invece lo fanno anche gli scimpanzé, anche se meno spesso.

Fiona è una femmina adulta di scimpanzé che vive con la madre Sutherland nella Foresta di Kibale, in Uganda. Un giorno Fiona afferra una foglia, la esplora, la assaggia, e poi piena di entusiamo la mette davanti al muso della madre: "Guarda qui!" sembra dirle, "guarda che roba!", mentre le porge più volte la foglia sotto agli occhi come per mostrargliela meglio.

Fiona è il primo scimpanzé filmato in una simile interazione: studiando queste immagini, i primatologi hanno scoperto che anche gli scimpanzé richiamano l'attenzione dei loro simili su oggetti di interesse per il solo gusto di condividere l'impressione di un momento, un comportamento che si pensava unico dell'uomo.

Voglio che tu lo veda! La scoperta dei ricercatori delle Università di York e Warwick (Regno Unito) dimostra che in certi contesti sociali, gli scimpanzé sono in grado di condividere esperienze con i loro simili, rimarcando alcuni particolari attraverso i gesti. Gli esseri umani iniziano a farlo nel corso del primo anno di vita: se ci si pensa bene, questo comportamento è l'anticamera dell'empatia, perché implica immaginare che l'altro possa comprendere il nostro stato d'animo verso quella cosa. Finora simili interazioni non erano mai state documentate nei primati: tutti i gesti per indicare qualcosa implicavano una richiesta o un ordine ma non la condivisione fine a se stessa.

«È stato suggerito che condividere per il gusto di farlo sia un tratto unicamente umano, ma le nostre osservazioni degli scimpanzé in natura fanno pensare che non sia così» spiega Claudia Wilke, tra gli autori dello studio pubblicato su PNAS. «Abbiamo osservato una femmina adulta di scimpanzé mostrare alla madre una foglia che stava pulendo, non perché la madre dovesse fare qualcosa con quella foglia ma semplicemente perché voleva che la vedesse anche lei».

Senza secondi fini. Gli scienziati hanno studiato le immagini di un'ottantina di altri episodi di pulizia delle foglie per escludere che il comportamento filmato avesse altre possibili spiegazioni - che fosse per esempio un gioco, la condivisione di cibo o una richiesta di grooming (il comportamento di pulizia del pelo che consolida il legame tra primati). Ciò ha permesso di confermare che il gesto di Fiona fosse del tutto disinteressato. Ulteriori prove di questa usanza andranno ora cercate in altre comunità di scimpanzé liberi.

Condividere ci ha reso... sapiens? La scoperta potrebbe avere implicazioni per lo studio dell'evoluzione umana.

Si è ipotizzato che proprio la capacità di condividere esperienze ci abbia aiutato a evolvere le abilità cognitive che ci distinguono dalle altre specie, come cooperazione e linguaggio. Ma a quanto pare questo comportamento non è esclusivo dell'uomo: la differenza sembra più che altro quantitativa - negli scimpanzé potrebbe non essere cioè così frequente. Lo studio dunque, proseguono gli autori, «solleva nuove domande sul perché gli uomini condividano esperienze più spesso dei loro più vicini parenti viventi e se questo comportamento a una frequenza più elevata possa spiegare l'evoluzione delle funzioni cognitive alla base delle relazioni sociali umane».

23 dicembre 2022 Elisabetta Intini
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