Macrocosmo. Faccia a faccia con gli insetti.

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Ci capita spesso nella nostra quotidianità di incontrare gli insetti: api, cimici, formiche, farfalle, mosche, vespe… Li scacciamo o li osserviamo ma non abbiamo mai l’opportunità di guardarli in faccia perché, ovviamente, non possiamo farlo ad occhio nudo. Per riuscire in questa impresa occorrerebbe una buona lente di ingrandimento o, meglio ancora, una macchina fotografica con un ottimo obiettivo macro.

Nel caso di questo millepiedi, l’unico intruso nella nostra galleria perché di fatto un non insetto, il suo volto è rimasto un mistero. Nemmeno una macro è riuscita a fotografarne il viso anche se, con un po’ di buona volontà, si potrebbero contare le sue zampe e scoprire che il millepiedi… non ha affatto mille piedi!
In generale questi invertebrati non hanno mai più di 400 zampe anche se, di recente, ne è stata scoperta una specie che si pensava estinta e della quale si contano ben 750 piedi.

Tutte le foto sono tratte da un portfolio del fotografo polacco Igor Siwanowicz.

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La farfalla è senza dubbio l’insetto più spettacolare dal punto di vista estetico grazie alla fantasia delle sue ali. Il suo apparato boccale dalla forma di una proboscide e definito spirotromba, le permette di succhiare il nettare dai fiori. In media una farfalla è capace di visitare fino a 25 corolle al minuto. Non hanno una buona vista ma un’ottima percezione dei colori (sono attratte da quelli molto vivaci come il rosso o il giallo), e possono distinguere l’ultravioletto. Questo significa che un fiore bianco lo vedono multicolore.

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Prima di diventare l’essere leggiadro tanto ammirato in natura la farfalla subisce tre metamorfosi. La seconda di esse è quella di bruco, lo stadio in cui l’animale esce dall’uovo esclusivamente per nutrirsi di foglie e interrompendo i pasti solo in occasione della muta, che permette di adeguare il suo rivestimento al nuovo peso, il quale può aumentare anche di 8000 volte dalla sua nascita. Alcuni reperti fossili hanno permesso di scoprire che in cento milioni di anni la metamorfosi della farfalla è rimasta immutata.

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Il nome della mantide deriva dal latino mantis che significa profeta. Questo in riferimento alla loro postura generale in cui le zampe anteriori sono tenute congiunte, quasi come una persona in preghiera (da qui anche il nome di mantide religiosa). Una delle caratteristiche che la contraddistinguono da tutti gli altri insetti è la particolare mobilità della testa, che possono roteare quasi completamente, e la capacità di direzionare il proprio sguardo.

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La mosca è certamente l’insetto più irritante che possa entrare in casa. I suoi ricettori del movimento le permettono di percepire il minimo spostamento d’aria e la sua vista estremamente sofisticata le permette di visualizzare movimenti ad alta velocità “scattando” 250 foto al secondo contro le sole 24 dell’occhio umano. Ha un palato estremamente fine tanto che i ricettori si estendono su tutto il corpo, zampe comprese, e con i quali può distinguere non solo sostanze tossiche ma anche diverse sfumature di dolce e amaro.

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La loro fama di divoratrici di partner è la prima cosa che viene in mente quando si parla di mantidi. Non tutti però sanno che esistono diverse specie di mantide oltre alla più famosa “religiosa”. Questa in particolare si chiama Pseudocreobotra e si distingue per le particolari ali da farfalla e il corpo chiaro. Le macchie oculari, tipiche delle farfalle, presenti anche sulle sue ali, le permettono di ingannare i predatori facendo loro credere che un animale molto più grande sia in agguato.

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Se da un lato il mimetismo delle mantidi serve come meccanismo di autodifesa, è anche vero che esso è usato come effetto sorpresa durante gli agguati alle proprie vittime. E’ il caso della mantide Phillocranya Paradoxa, il cui colore e aspetto le permettono di mimetizzarsi perfettamente facendola apparire come una pianta e permettendole di studiare la propria preda in tutta tranquillità, prima di portare a segno il colpo mortale.

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Se le ali delle farfalle spesso hanno colori sgargianti, quelle delle falene (i lepidotteri notturni) hanno colori meno accesi e le tipiche macchie oculari che, con il loro “sguardo”, permettono una maggior mimetizzazione nell’oscurità. Non è raro trovare diverse falene vicine ad una fonte di luce artificiale, un bisogno ancestrale di luminosità che non si è spento nel corso della loro evoluzione. Originariamente infatti tutte le farfalle erano diurne. Alcune hanno modificato le loro abitudini di vita, scegliendo la notte, per sopravvivere ai predatori.

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I maschi delle falene hanno in genere delle antenne bipennate estremamente sviluppate che consentono di captare nell’aria i feromoni femminili. Queste antenne, che equivalgono al nostro naso, sono così sensibili che il maschio riesce a sentire l’odore di una femmina anche a 7/8 km di distanza. Il corpo peloso invece permette alla falena non solo di ripararsi dal freddo, ma anche di attutire il rumore del battito delle ali di modo da non attirare l’attenzione di eventuali predatori.

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Si nutre di foglie di salice e solitamente è un animale tranquillo. Ma se un predatore prova a stuzzicare il bruco della Cerura Vinula, quest’ultimo non esita a difendersi ritraendo il volto (dal colore scuro) ed agitando vorticosamente le zampe posteriori, dalla forma di lunghe corna. Se ancora non bastasse, butta fuori acido formico da una ghiandola posta sul torace, una sostanza irritante per allontanare i malintenzionati.

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Siamo quello che mangiamo, si dice. Provate allora a pensare cosa accadrebbe se si potesse scoprire quello che abbiamo ingerito semplicemente osservando il nostro addome. A questa formica è capitato qualcosa del genere. Mohamed Babu, uno scienziato di Mysore, nel sud dell'India, ha unito alcune gocce di colorante naturale a un liquido zuccherino, di cui le formiche vanno ghiotte. Ha disposto le gocce su una base di paraffina, per evitare che si disperdessero, e ha aspettato. Un plotone di formiche è subito accorso attirato dal liquido e l'addome degli insetti si è tinto del colore corrispondente (soprattutto verde e giallo, tonalità che le formiche hanno dimostrato di gradire di più). Babu ha rivelato di aver avuto l'idea per l'esperimento osservando l'addome di alcune formiche divenire bianco mentre bevevano alcune gocce di latte rimaste sul lavello della cucina.
Foto, video e tante altre curiosità sulle formiche

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La loro fama di lavoratrici instancabili le precede. Ma non a tutti è nota la forza che le formiche sfruttano per compiere le più semplici attività quotidiane. Questa per esempio, ha dovuto sfoderare ogni grammo di energia presente nelle sue zampe per sollevare una formica più piccola, rimanendo per di più bilanciata in equilibrio precario in cima a un fiore. Prima di catturare questi sorprendenti attimi, il fotografo Thanh Ta Quang, dal Vietnam, ha immortalato la specie di formica gialla in circa 2000 scatti. Secondo l'autore della foto questi insetti possono sollevare pesi fino a 20 volte superiori al proprio quando si tratta, per esempio, di trasportare cibo o larve dentro e fuori dal formicaio. E non sono le sole (guarda). Hai mai visto una formica verde? Guarda anche le formiche tappabuchi e quelle paracadutiste.
Non perderti il video di un gruppo di formiche galleggianti

Ci capita spesso nella nostra quotidianità di incontrare gli insetti: api, cimici, formiche, farfalle, mosche, vespe… Li scacciamo o li osserviamo ma non abbiamo mai l’opportunità di guardarli in faccia perché, ovviamente, non possiamo farlo ad occhio nudo. Per riuscire in questa impresa occorrerebbe una buona lente di ingrandimento o, meglio ancora, una macchina fotografica con un ottimo obiettivo macro.

Nel caso di questo millepiedi, l’unico intruso nella nostra galleria perché di fatto un non insetto, il suo volto è rimasto un mistero. Nemmeno una macro è riuscita a fotografarne il viso anche se, con un po’ di buona volontà, si potrebbero contare le sue zampe e scoprire che il millepiedi… non ha affatto mille piedi!
In generale questi invertebrati non hanno mai più di 400 zampe anche se, di recente, ne è stata scoperta una specie che si pensava estinta e della quale si contano ben 750 piedi.

Tutte le foto sono tratte da un portfolio del fotografo polacco Igor Siwanowicz.