Ambiente

Le lontre diventano giocoliere per fame

I giochi con i sassi, comuni tra le lontre, si fanno più frequenti quando gli animali sono affamati, come in una sorta di anticipazione della caccia.

Chi almeno una volta ha osservato una lontra da vicino potrebbe aver assistito, inaspettatamente, a uno spettacolo di giocoleria: questi mammiferi carnivori hanno infatti l'abitudine di "palleggiare" piccoli sassi con una destrezza da manuale, rimanendo sdraiati a pancia all'aria mentre passano tra le zampe, lanciano e riacciuffano anche tre ciottoli per volta (vedi video sotto). Ciascun esemplare è particolarmente geloso delle sue rocce che nasconde nelle pieghe della pelliccia, conservandole anche per tutta la vita. Gli etologi si sono interrogati a lungo su questo comportamento: secondo un nuovo studio, la giocoleria sarebbe più frequente quando alle lontre... brontola lo stomaco.

Un comportamento misterioso. La ricerca pubblicata su Royal Society Open Science non riesce a spiegare il fine ultimo del gioco, un comportamento che richiede un dispendio energetico e che espone l'animale a un più alto rischio infortunio, e che quindi deve avere una qualche spiegazione in termini di vantaggio. Solitamente, il gioco aiuta i giovani animali a sviluppare le abilità manipolatorie utili nella caccia, ma le prove di destrezza con le pietre sono diffuse anche tra le lontre adulte, che sanno già procurarsi il cibo.

I ricercatori dell'Università di Exeter hanno filmato per 12 ore 42 esemplari di lontra dalle piccole unghie orientale (Aonyx cinerea) e 6 di lontra liscia (Lutrogale perspicillata) ospiti di tre zoo e parchi naturali del Regno Unito. Le due specie seguono regimi alimentari leggermente diversi, con le lontre orientali più ghiotte di granchi e bivalvi e quelle lisce che prediligono la pesca. La loro alimentazione impone diverse abilità di manipolazione, eppure - diversamente da quanto si aspettavano gli scienziati - la frequenza della giocoleria non sembra variare tra una specie e l'altra, anche se gli "stili" di gioco sono leggermente diversi.

Gioca che ti passa (la fame). Può essere che gli esemplari più abili con i sassi siano anche i migliori a cacciare? Per verificarlo, il team ha fornito alle lontre una serie di leccornie incastrate in bottigliette di medicinali svuotate, finte palline da tennis e mattoncini Lego; ma i migliori giocolieri non si sono dimostrati più capaci degli altri nel recupero di cibo.

L'unico dato certo che è emerso è che le lontre si dilettavano più spesso nei lanci di sassi quando erano a digiuno da due o più ore. Giocare con le pietre potrebbe quindi essere una sorta di "foraggiamento maldirezionato", come se la lontra affamata compisse, sovrappensiero, gli stessi movimenti necessari a procurarsi del cibo, in una sorta di eccitazione preparatoria alla caccia. Il gioco è quindi associato alla fame, anche se - apparentemente - non offre benefici nel procurarsi il cibo.

i cuccioli e i nonni. Il comportamento giocoso cambia con l'età: è più diffuso negli esemplari giovani, e ritorna poi in auge nei più vecchi, come se avesse a che fare con un deterioramento cognitivo. Ulteriori studi sulle lontre selvatiche potrebbero offrire maggiori informazioni sul ruolo di questa curiosa abitudine.

8 maggio 2020 Elisabetta Intini
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